Di Luca Franceschi
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I parlamentari del Comitato Pianeta 2050 del Movimento 5 Stelle hanno espresso dure critiche nei confronti dell’assoluzione del presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, sostenendo che questa decisione giudiziaria non risolve le questioni politiche e morali sollevate dalla morte dell’orso M90.
Secondo i pentastellati, sebbene dal punto di vista legale “il fatto non costituisce reato”, rimane evidente che l’episodio si è verificato e non può assolvere una gestione politica considerata fallimentare. La critica si concentra su un approccio amministrativo che trasforma sistematicamente l’incapacità gestionale in emergenze permanenti.
Il gruppo parlamentare denuncia come le criticità prevedibili vengano costantemente trasformate in situazioni di emergenza che richiedono decisioni drastiche e immediate. Questa modalità operativa dimostrerebbe la piena responsabilità dell’amministrazione provinciale trentina, accusata di adottare una linea politica che scarica sugli animali le conseguenze di scelte non prese e di un modello gestionale che genera conflitti anziché governarli.
I rappresentanti del M5S contestano la scelta ricorrente dell’abbattimento come soluzione rapida, invece di investire in prevenzione, informazione e strumenti adeguati. Tra le carenze segnalate figurano l’assenza di cassonetti anti-orso, il mancato rispetto dei protocolli stabiliti e la mancata considerazione di soluzioni alternative.
Il risultato di questa gestione sarebbe una convivenza tra uomo e fauna selvatica resa impossibile proprio da chi avrebbe dovuto garantirla e tutelarla. I parlamentari sottolineano di denunciare da tempo questa deriva gestionale.
La conclusione del comunicato è un monito: senza investimenti seri e una visione a lungo termine, ogni assoluzione giudiziaria rischia di trasformarsi semplicemente nel preludio al prossimo abbattimento, perpetuando un ciclo negativo che non risolve i problemi alla radice.
