(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Movimento 5 Stelle ha votato convintamente contro la modifica dello Statuto della Regione Friuli-Venezia Giulia. Al netto di alcuni interventi di coordinamento, questa riforma compie tre scelte sbagliate: scollega la rappresentanza dalla demografia, indebolisce il diritto dei cittadini a esprimersi con il referendum su materie cruciali e reintroduce di fatto le Province con un altro nome, aggiungendo ulteriore confusione amministrativa.
Lo dichiara il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli, che spiega: “Primo: fissare il numero dei consiglieri regionali a prescindere dall’andamento demografico è una scelta che non condividiamo. La rappresentanza deve restare ancorata alla realtà della popolazione, non diventare un dato immutabile”.
“Secondo: sulla partecipazione democratica si fa un passo indietro. Si passa dal principio per cui il referendum deve essere previsto a quello per cui la legge regionale può prevederlo. È una parola, ma cambia tutto: significa che una maggioranza semplice potrebbe anche cancellare la previsione referendaria su temi come forma di governo e sistema elettorale. È un errore grave”, aggiunge Patuanelli.
“Terzo: il cuore della riforma è la reintroduzione dei cosiddetti enti di area vasta, che per il Friuli-Venezia Giulia equivalgono al ritorno delle Province, con competenze molto simili. In dieci anni siamo al terzo cambio di assetto: abolizione delle Province nel 2016, UTI rivelatesi un fallimento, superamento con le riforme successive e oggi un nuovo ribaltamento. Ogni volta costi, trasferimenti, incertezza per il personale e, soprattutto, disorientamento per cittadini e imprese che non sanno più a chi rivolgersi per strade, scuole, servizi e investimenti”, conclude.
