Di Luca Franceschi
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Il parlamentare del Movimento 5 Stelle Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato e capogruppo M5S in Commissione Politiche Ue al Senato, ha denunciato con forza la situazione economica e sociale del Paese emersa durante le audizioni parlamentari sul Documento di Finanza Pubblica.
Le audizioni parlamentari sul Dfp hanno delineato un quadro del Paese completamente distante dalle rappresentazioni diffuse dal Governo Meloni. La Corte dei conti ha evidenziato come nel 2025 la spesa sanitaria sia stata inferiore di 2 miliardi rispetto a quanto preventivato solo sei mesi prima nel Dpfp di ottobre 2025, con conseguente calo anche in rapporto al Pil, passato dal 6,4 al 6,3 per cento, un livello ancora insopportabilmente lontano dalla media dell’Unione Europea che si attesta al 7 per cento.
A confermare il quadro critico è intervenuto anche l’Istat, che ha certificato come le retribuzioni reali nell’ultimo trimestre 2025 registrino ancora un meno 7,8 per cento rispetto al primo trimestre del 2021, segnando un crollo salariale significativo per i lavoratori italiani.
Particolarmente significative sono state le dichiarazioni del Cnel, che per bocca del suo presidente Brunetta, considerato vicino all’esecutivo, ha ammesso che il Patto di stabilità produce un effetto prociclico, ovvero fa stare ancora peggio chi già sta peggio. Si tratta proprio di quel Patto di stabilità firmato da Meloni e Giorgetti, quello che doveva rappresentare un buon compromesso per il Paese.
Secondo Lorefice la verità è che con una crescita economica letteralmente sepolta dal Governo, anche in virtù di un Patto di stabilità definito sciagurato, nulla può tornare, non solo nella contabilità europea e in quella del Ministro Giorgetti, ma soprattutto nella contabilità di famiglie e imprese italiane.
