Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco, vicepresidente e responsabile delle politiche economiche e fiscali del Movimento 5 Stelle, ha denunciato quella che definisce un’intrusione fiscale totale da parte del Governo Meloni-Giorgetti. Al centro delle critiche c’è l’intervento sui fondi di previdenza complementare contenuto nel Decreto Pnrr, una norma che di fatto aumenta il contributo di vigilanza a carico degli stessi fondi.
Secondo l’esponente pentastellato, si tratterebbe di una vera patrimoniale mascherata, accompagnata da un’operazione subdola. Il meccanismo prevede che venga formalmente abbassata l’aliquota del contributo, ma contestualmente viene modificata la base imponibile, che non viene più calcolata sui versamenti annuali ai fondi pensione bensì sull’intero patrimonio annuo gestito.
In sostanza, il Governo farebbe finta di diminuire il prelievo con un’aliquota più bassa, ma aumenterebbe in modo significativo il gettito del contributo di vigilanza. Un aumento che, secondo le prime stime, rischia di raddoppiare il gettito complessivo e di intaccare il rendimento dei versamenti effettuati dai lavoratori ai fondi pensione, riducendo così anche l’ammontare delle future pensioni integrative.
Per questa ragione, il Movimento 5 Stelle ha depositato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Economia per chiedere al Governo di chiarire quale sia il gettito complessivamente atteso da questa misura, quale destinazione avranno le risorse aggiuntive e quali valutazioni siano state effettuate sull’impatto che questo aumento degli oneri potrà determinare sui rendimenti dei fondi pensione e quindi sulle future pensioni complementari dei lavoratori italiani.
Turco ha sottolineato l’ironia della situazione, ricordando che l’Esecutivo sosteneva di voler incentivare la previdenza complementare. La verità, secondo il senatore, è che siamo davanti a un Governo che, dopo quattro anni, porta il Paese verso livelli record di pressione fiscale, secondi soltanto a quelli raggiunti durante il Governo Monti.
Una pressione fiscale alimentata a colpi di aumento delle accise, aumento dell’Iva sui prodotti per l’infanzia e per l’igiene femminile, taglio delle detrazioni fiscali per il ceto medio, drastica riduzione delle agevolazioni edilizie e cancellazione delle agevolazioni fiscali per gli under 36 che acquistano la prima casa.
Il vicepresidente del M5S ha concluso definendo quello attuale come un Governo che taglia e tassa, in perfetta sintonia con un ministro dell’Economia che si è definito tecnico e che, durante il dibattito sull’ultima legge di bilancio, ha più volte raccomandato di non modificare i saldi della manovra perché già venduti alle agenzie di rating.
