(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La motocicletta non è stata inventata in Italia, ma l’Italia è divenuta, negli anni, uno dei principali produttori su scala mondiale.
Mario Sechi ne parla insieme ai suoi ospiti nell’ultimo appuntamento con “Che magnifica impresa”, in onda martedì 30 giugno alle 22.00 in prima visione su Rai Storia.
Dal primo mezzo progettato in Germania nella seconda metà dell’800, la moto ha subito un’evoluzione continua, sia nella tecnologia, sia nell’idea stessa del suo uso.
Ha attraversato vari cicli: da strumento di trasporto sperimentale, riservato a pionieri che si affrontavano anche in gara, addirittura a mezzo di trasporto per famiglie, almeno fino a quando, in Italia, non sono apparse le prime utilitarie.
Contemporaneamente, la moto ha avuto sempre una funzione simbolica, legata com’è all’idea stessa di libertà, di avventura, e perché no di rischio, che si esprime attraverso l’esasperata ricerca del limite tecnico, e della messa alla prova del coraggio umano.
Infine, non è da dimenticare il rilievo che il comparto della motocicletta conserva per l’industria nazionale, ben definibile se si pensa che, nel settore, la produzione italiana vale il doppio di quella di qualunque altro paese europeo.
Il racconto della magnifica impresa della moto italiana sarà condotto da Mario Sechi insieme a ospiti di grande competenza, rilievo e fama.
Saranno infatti presenti Giorgio Sarti, grande esperto e autore di numerose pubblicazioni sulla moto; Claudio Domenicali, amministratore delegato della Ducati, che oltre a detenere il titolo mondiale nella moto GP, è un’azienda che proprio quest’anno festeggia i cent’anni di vita; e infine, Giacomo Agostini, tuttora detentore del record assoluto di vittorie nel campionato del mondo di moto, e autentico mito assoluto di questo sport.
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