Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle esprime piena soddisfazione per l’archiviazione della posizione di Marco Cappato in due distinti procedimenti giudiziari che lo vedevano sotto inchiesta per aver assistito due pazienti terminali nel loro viaggio in Svizzera per accedere alle procedure di fine vita.
Particolarmente significativa è la decisione del Giudice per le indagini preliminari di Milano, che ha stabilito un principio fondamentale: il diritto a una vita dignitosa si trasforma, nei casi di malattia terminale, nel diritto a una morte dignitosa. Secondo questa interpretazione, l’aiuto al suicidio non costituisce reato anche quando il paziente decide di rifiutare i trattamenti di sostegno vitale.
Il pronunciamento rappresenta una svolta di grande rilevanza giuridica e sociale, che dovrebbe spingere le istituzioni a una riflessione approfondita e a un’accelerazione decisiva nell’elaborazione di una normativa nazionale sul tema del fine vita.
Tuttavia, il Movimento 5 Stelle denuncia l’atteggiamento ostruzionistico della maggioranza parlamentare, che continua a ostacolare il processo legislativo attraverso l’impugnazione dei provvedimenti regionali e il rinvio sistematico del dibattito parlamentare. Tra le proposte considerate inaccettabili dal M5S figura quella che prevede il divieto di utilizzo del Servizio sanitario nazionale per queste procedure.
Le esponenti pentastellate sottolineano con forza che non è più tempo di rinvii e attese: le persone che soffrono hanno il diritto di ricevere risposte concrete e immediate dalle istituzioni.
