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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «FINANZA, TURCO (M5S): “DA GOVERNO VIA LIBERA A INCARICHI MULTIPLI A RISCHIO CONFLITTO INTERESSI»

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18.01 - mercoledì 25 marzo 2026

Di Luca Franceschi
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**Da governo via libera a incarichi multipli a rischio conflitto interessi**

Mentre il Paese affronta una situazione economica difficile caratterizzata da salari fermi, caro carburanti, crescita azzerata e produzione industriale in diminuzione, l’esecutivo ha scelto di adottare misure che favoriscono le élite del settore finanziario.

La riforma del Testo unico della finanza, che dovrebbe arrivare prossimamente al Consiglio dei ministri, prevede l’eliminazione di una tutela cruciale introdotta nel 2011 dopo la crisi finanziaria: il divieto per amministratori e membri degli organi di controllo di banche, compagnie assicurative e intermediari finanziari di ricoprire ruoli analoghi in aziende concorrenti.

Questa decisione rappresenta una scelta rischiosa e grave che non garantisce la protezione del risparmio pubblico. L’eliminazione di tale vincolo favorisce la creazione di una rete di incarichi incrociati all’interno dei consigli di amministrazione e degli organi di controllo, aumentando significativamente il pericolo di conflitti di interesse, riducendo la trasparenza decisionale e indebolendo i sistemi di vigilanza.

Si tratta di un arretramento rispetto agli standard internazionali di buona governance, particolarmente grave in un momento in cui il recente riassetto bancario e le inchieste della Procura milanese hanno già evidenziato problematiche serie relative ai conflitti di interesse.

Questa deregolamentazione rischia inoltre di incrementare ulteriormente la dinamica dei compensi elevati per i manager, sempre più distanti dalla situazione economica reale dei lavoratori.

Per contrastare questa tendenza, il Movimento 5 Stelle ha presentato al Senato una proposta concreta ispirata al modello di Adriano Olivetti: creare incentivi per le imprese che adottano un rapporto massimo di 1 a 25 tra la retribuzione del dirigente di vertice e quella media dei dipendenti.

L’esecutivo dovrebbe concentrarsi sul rafforzamento di trasparenza, equità e tutela del mercato, non sullo smantellamento di regole fondamentali per prevenire concentrazioni di potere e conflitti di interesse. Questa riforma procede nella direzione contraria: maggiore spazio alle lobby finanziarie e minori garanzie per cittadini e risparmiatori.

Il risultato del referendum non sembra aver insegnato nulla al governo, che continua su una strada pericolosa per gli interessi pubblici.

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