Di Luca Franceschi
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Il deputato del Movimento 5 Stelle Gaetano Amato ha sollevato una questione di estrema gravità riguardante alcune dichiarazioni rilasciate da Beatrice Venezi in una recente intervista al quotidiano argentino La Nacion.
Secondo quanto riportato dal parlamentare pentastellato, la direttrice d’orchestra avrebbe pronunciato parole molto pesanti nei confronti della Fondazione Teatro La Fenice. In particolare, Venezi avrebbe affermato che Diego Matheuz ebbe l’opportunità di dirigere l’orchestra veneziana grazie alla protezione di Claudio Abbado, mentre lei stessa non avrebbe potuto contare su alcun “padrino”.
Tali dichiarazioni, secondo Amato, configurerebbero un’accusa implicita di nepotismo nei confronti della Fondazione. Considerando che l’accesso all’orchestra prevede obbligatoriamente il superamento di un concorso pubblico, le parole di Venezi lascerebbero intendere che questi concorsi sarebbero in qualche modo pilotati.
Di fronte a simili affermazioni, il deputato ritiene doveroso un intervento ufficiale da parte del Soprintendente Colabianchi e del consiglio di indirizzo, Presidente incluso. L’eventuale silenzio delle istituzioni di fronte a queste dichiarazioni risulterebbe, secondo Amato, ancora più grave delle affermazioni stesse.
Il parlamentare del M5S ha poi rivolto un’osservazione pungente alla stessa Venezi. Pur riconoscendo che la direttrice d’orchestra abbia ragione quando afferma di non avere padrini, Amato ha sottolineato come lei possa invece contare su una madrina d’eccezione, che la stessa Venezi idolatra anche nell’intervista in questione. Si tratta della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
In conclusione, Amato ha evidenziato come l’apparente inconsapevolezza di Venezi rispetto all’imbarazzo che la sua nomina starebbe creando a una delle istituzioni culturali più prestigiose del panorama teatrale italiano la renda ancora più inadeguata al ruolo che le è stato assegnato.
