Di Luca Franceschi
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Gli italiani continuano a fare i conti con bollette tra le più care d’Europa mentre il governo di Giorgia Meloni puntava sulla trasformazione dell’Italia in un hub del gas. È quanto emerge dalla Relazione annuale di Arera relativa al 2025, che fotografa una situazione critica per famiglie e imprese del nostro Paese.
I dati confermano che l’Italia ha bisogno di un piano energetico serio e strutturato, non di annunci o slogan. Secondo la deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli, capogruppo in commissione Attività produttive, la maggioranza in quattro anni non è riuscita a mettere in atto una strategia energetica efficace.
A pagare il prezzo più alto sono i consumatori italiani che, rispetto agli altri cittadini europei, hanno affrontato un costo superiore al 13 per cento per la corrente elettrica. La situazione è ancora più grave per le imprese, che hanno dovuto sostenere un esborso superiore al 24 per cento rispetto alla media europea.
Sul nostro Paese pesano diversi fattori critici: la dipendenza dal gas, il rallentamento sul fronte delle energie rinnovabili e la situazione drammatica del sistema idrico nazionale. Uno scenario tutt’altro che roseo che non può essere risolto con semplici annunci, come fatto finora dai partiti di destra, o con promesse di soluzioni che si concretizzeranno forse tra anni.
Il problema è attuale e pressante. Se il Paese si trova in questa situazione drammatica, secondo l’esponente pentastellata, la responsabilità è di un esecutivo che ha voluto scommettere su un’Italia hub del gas senza comprendere che gli investimenti giusti dovevano andare in un’altra direzione.
