(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Urso va a Bruxelles e chiede la sospensione dell’ETS. Cioè del meccanismo europeo che incide in modo strutturale sui costi energetici delle imprese. Una domanda semplice: ma allora il Dl Bollette che avete venduto come soluzione cos’era?
Perché se oggi il ministro Adolfo Urso chiede di fermare l’ETS, sta dicendo una cosa molto chiara: il problema è strutturale. Non si risolve con bonus temporanei o crediti d’imposta finanziati con risorse pubbliche.
Il Dl Bollette del governo Giorgia Meloni non ha toccato i nodi veri: il peso dell’ETS sui costi industriali; il mancato disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas; la riforma del mercato elettrico; il tema degli extraprofitti delle grandi società energetiche.
Perché mentre famiglie e imprese faticano, le grandi compagnie energetiche continuano a registrare utili enormi. Utili gonfiati da un meccanismo di prezzo che lega tutta l’energia al costo del gas, anche quando quella energia è prodotta da rinnovabili con costi molto più bassi.
È questo il punto politico.
Se il prezzo resta ancorato al gas, e se non si interviene davvero sugli extraprofitti, lo Stato finisce per fare da bancomat: compensa con soldi pubblici un sistema che genera margini straordinari per pochi.
Delle due l’una. O il decreto era risolutivo – e allora perché oggi si chiede di sospendere l’ETS e di cambiare le regole europee? Oppure non lo era – e allora era solo un intervento emergenziale venduto come svolta.
Le imprese non hanno bisogno di propaganda. Hanno bisogno di un mercato dell’energia che funzioni, di un vero disaccoppiamento dal gas, di regole europee e nazionali coerenti.
E la coerenza non si compra con un credito d’imposta”.
Lo scrive sui social il senatore M5S Stefano Patuanelli.
