(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il senatore Mario Turco del Movimento 5 Stelle ha dichiarato: “Abbiamo già denunciato la penosa pantomima di un Governo Meloni, con Giorgetti in prima fila, e di un gruppo Caltagirone che stanno tentando di prendere le distanze da Luigi Lovaglio, Ad uscente di Mps, tra gli artefici dall’operazione Mps-Mediobanca-Generali, dopo l’inchiesta della Procura di Milano.
Il primo segnale è stato lo schiaffo rifilato allo stesso Lovaglio, escluso dalla lista del Cda uscente per il rinnovo dell’organo amministrativo.
Una manovra che però non regge. Lovaglio è stato il manager scelto e sostenuto dal Tesoro: è stato lui che il 16 dicembre 2022 illustrò personalmente al ministro Giorgetti l’offerta di Mps su Mediobanca ed è stato lo stesso Governo a confermarlo alla guida della banca nel 2023.
Oggi scaricarlo significherebbe fingere che Tesoro e Caltagirone, oggi azionisti rispettivamente con il 4,8% e con il 10,2% dell’istituto senese, non abbiano condiviso il progetto di aggregazione Mps-Mediobanca, con evidenti riflessi anche sull’assetto di Generali.
Progetto in realtà fortemente caldeggiato dalla saldatura istituzionale-finanziaria ampiamente realizzatasi tra soggetti pubblici e privati.
Non si prenda in giro il Paese. Governo, Caltagirone e Delfin (famiglia Del Vecchio) hanno sostenuto e difeso le scelte dell’indagato Lovaglio finché facevano comodo.
Per questo torniamo a chiedere con urgenza l’audizione in Commissione d’inchiesta sulle banche del ministro Giorgetti e di Francesco Gaetano Caltagirone, perché le piroette degli ultimi giorni meritano spiegazioni chiare.
Anche perché da quando Giorgia Meloni, il 27 febbraio scorso, ha dichiarato a mercati aperti che il ruolo del Governo in Mps sarebbe terminato, e dopo il siluramento di Lovaglio, il titolo Mps, così come quello di Mediobanca, stanno registrando pesanti ribassi in Borsa, con danni evidenti per migliaia di risparmiatori”.
La dichiarazione è stata rilasciata dal senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e componente della Commissione d’inchiesta sulle banche.
