(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’Italia rischia di giocarsi l’osso del collo dal punto di vista energetico con le fibrillazioni scatenatesi dopo il blocco dello stretto di Hormuz. E soprattutto, dopo che gli impianti di Gnl di Ras Laffan in Qatar sono stati colpiti dai missili iraniani.
A dircelo è Bloomberg: l’Italia infatti è il paese europeo più esposto al Gnl proveniente dal piccolo e ricco paese che si affaccia sul Golfo Persico. Nel 2025 ne abbiamo importato per una quantità di 4,8 milioni di tonnellate, pari all’11% della sua domanda totale di gas del paese.
Sempre Bloomberg spiega in questo suo report che ne assorbiamo quantità persino superiori a quelle contrattualizzate: più la guerra durerà, più aumenteranno i rischi di avere un salasso in bolletta per imprese e famiglie.
Sarebbe bene che Urso prendesse nota, visto che l’altroieri si è presentato al question time totalmente privo di soluzioni concrete: Bloomberg non va letto solo quando propone analisi congeniali a Giorgia Meloni.
La strategia voluta dalla premier di un’Italia “hub del gas del Mediterraneo” si squaglia alla minima fibrillazione geopolitica, figuriamoci di fronte a un conflitto così impattante.
Mentre Pichetto Fratin parla di nucleare e brama di importare più gas dall’Africa, di rinnovabili nel governo non parla mai nessuno.
Se lo shock attuale dovesse protrarsi per settimane, come spiega Bloomberg, il divario tra noi e il resto d’Europa sulle tariffe energetiche si amplierà sempre di più. Con impatti devastanti su inflazione e carrello della spesa.
Insomma: gli amici di Meloni Trump e Netanyahu scatenano guerre, e gli europei ne pagano il conto, con gli italiani in testa. Quando arriverà un sussulto di dignità dai nostri patrioti?
