(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Questo provvedimento non è la svolta epocale presentata da Governo e maggioranza ma un decreto scritto con il freno a mano tirato, totalmente insufficiente nella sostanza. Forse perché per FdI-Lega-FI il contrasto agli infortuni e alle morti sul lavoro è importante ma solo fino a un certo punto, come quel diritto internazionale riscritto dal ministro degli Esteri Tajani.
Il ‘no’ all’introduzione del reato di omicidio sul lavoro da noi proposto, in un Paese che contempla, fra gli altri, quello stradale e nautico è una ferita aperta. Contro la piaga degli oltre 1.000 morti all’anno non servono i giochi di prestigio contabili di Meloni&Co.
Calcolatrice alla mano, mettere sul piatto 650 milioni di euro davanti ai 40 miliardi gestiti dall’Inail è ridicolo, una montagna che partorisce un topolino; una pezza che non coprirà il buco degli investimenti necessari per migliorare realmente la sicurezza nei luoghi di lavoro”. Lo ha affermato in Aula al Senato il vicepresidente della 10 commissione Orfeo Mazzella (M5S) durante la dichiarazione di voto sul decreto Sicurezza sul lavoro.
“Su questo decreto – ha ripreso – la maggioranza aveva promesso apertura, un confronto vero, un dialogo con le opposizioni nell’interesse del Paese: nulla di tutto ciò è avvenuto. Il Movimento 5 Stelle ha presentato 107 emendamenti, tutti orientati a rafforzare i controlli, la prevenzione, la formazione, gli strumenti ispettivi.
Tutte proposte tecniche, puntuali, ragionevoli; tutte, però, bocciate. Questa non è serietà istituzionale ma propaganda travestita da legislazione. Nel testo ci sono elementi positivi ma tutto questo resta timido, insufficiente, non all’altezza della tragedia nazionale rappresentata dalle morti sul lavoro e dalle decine di migliaia di infortuni gravi.
Per tali motivi, votiamo no alla fiducia” ha concluso Mazzella.
