Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle ha denunciato con forza le modalità con cui il governo sta gestendo l’iter parlamentare del decreto sicurezza, impedendo un confronto democratico sulla normativa.
A esprimere la posizione del gruppo è stato Alfonso Colucci, capogruppo M5S in commissione Affari Costituzionali, che ha parlato in aula denunciando l’atteggiamento dell’esecutivo e della maggioranza.
Secondo Colucci, l’opposizione avrebbe voluto discutere approfonditamente del provvedimento sia in commissione che in aula, esaminando gli emendamenti presentati. Invece è arrivata quella che il deputato pentastellato ha definito un’imposizione arrogante, che ha interrotto persino la discussione generale.
Il parlamentare ha sottolineato come già in commissione non sia stato possibile svolgere un lavoro adeguato, con un calpestamento delle prerogative parlamentari.
Il M5S avrebbe voluto portare avanti un dibattito su una concezione diversa di sicurezza: vera e integrata, legata alla vivibilità dei territori e alla coesione sociale. Temi come la prevenzione della povertà, sia economica che esistenziale, la cura delle periferie intese come luoghi di emarginazione e la qualità dello spazio urbano sarebbero dovuti essere al centro del confronto.
Colucci ha inoltre voluto richiamare l’attenzione sui fenomeni criminali che, a suo dire, sono esplosi durante questo governo. Secondo il capogruppo pentastellato, con l’esecutivo Meloni i cittadini si sentirebbero sempre più in pericolo, mentre il governo si limiterebbe a rincorrere la cronaca con norme che non affrontano le questioni di fondo.
La conclusione dell’intervento è stata netta: governo e maggioranza impediscono ogni discussione sui veri problemi dei cittadini. Colucci ha definito l’esecutivo come il governo dell’odio e della repressione, ribadendo che il Movimento 5 Stelle continuerà a combattere per lo stato di diritto.
