Di Luca Franceschi
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L’approvazione del nuovo regolamento europeo sui rimpatri rappresenta una svolta significativa nelle politiche migratorie dell’Unione europea e conferma che il percorso intrapreso dall’Italia era corretto. La possibilità di istituire centri di rimpatrio nei Paesi terzi dimostra come soluzioni che ancora pochi mesi fa venivano criticate o respinte siano oggi riconosciute come strumenti efficaci per affrontare una delle grandi sfide contemporanee.
Mentre l’esecutivo Meloni si impegnava nel costruire risposte concrete e innovative, l’opposizione italiana ed europea ha mantenuto un atteggiamento di rifiuto generalizzato, restando intrappolata in una visione ideologica incapace di guardare oltre i propri preconcetti e di misurarsi con i dati reali della situazione.
Oggi è la stessa Europa a riconoscere la correttezza di un approccio che si propone di combattere l’immigrazione irregolare, danneggiare le reti di traffico di persone e rendere più efficienti i rimpatri di coloro che non hanno titolo per rimanere nel territorio europeo. Un risultato di notevole portata politica che consolida la posizione dell’Italia nello scenario continentale e rafforza il profilo di un governo che ha evitato di inseguire proclami vuoti, tracciando una strada che ora rappresenta un modello di riferimento per l’intera Unione.
Lo afferma la senatrice di Fratelli d’Italia Simona Petrucci.
