(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Questa mattina in Commissione Affari Costituzionali ho presentato un emendamento cruciale che punta a modificare l’articolo 38 della nostra Costituzione. L’obiettivo è duplice: da un lato, superare definitivamente terminologie arcaiche e offensive verso le persone con disabilità; dall’altro, allineare la nostra Costituzione ai principi della Convenzione ONU, riconoscendo che la disabilità non è una condizione da assistere passivamente, ma il risultato di barriere sociali che la Repubblica ha il dovere di abbattere.
È un atto di civiltà necessario per restituire dignità e soggettività giuridica a milioni di cittadini che attendono risposte concrete e non semplici dichiarazioni di intenti.
L’emendamento che ho presentato propone un testo chiaro e incisivo: la Repubblica deve rimuovere ogni ostacolo e ogni forma di discriminazione che limiti l’inclusione e l’autonomia delle persone con disabilità nella scuola, nel lavoro e in ogni altro luogo ove si svolge la loro personalità.
Non parliamo di una concessione, ma di un obbligo costituzionale che deve valorizzare le capacità di ciascuno, garantendo il diritto a una vita indipendente e partecipata.
Inserire questi principi direttamente nell’articolo 38 significa trasformare l’eguaglianza formale in eguaglianza sostanziale, assicurando che nessun ambito della vita sociale possa più essere un luogo di esclusione o di abbandono.
Mentre noi lavoriamo per dare risposte strutturali e dignità ai più fragili, però, questo governo continua a navigare a vista tra propaganda e tagli lineari che colpiscono proprio chi avrebbe bisogno di maggior tutela.
Per questo motivo, come Movimento 5 Stelle, stiamo proponendo un lavoro serio che miri a cambiare come la società stessa vede la disabilità. Questo è il primo passo di una battaglia che condurremo in tutte le sedi istituzionali da ora in avanti”.
Lo scrive in una nota Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Decima Commissione di Palazzo Madama.
