Di Luca Franceschi
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Le giunte delle autorizzazioni di Camera e Senato sono diventate organi scudificio per i politici del centrodestra. La maggioranza respinge qualsiasi richiesta dei magistrati a prescindere da ogni valutazione di merito, dovendo solo proteggere se stessi.
Per trovare degli argomenti di facciata, si nascondono dietro argomentazioni infondate come una presunta genericità della richiesta della procura di Roma, come accaduto oggi per il caso del deputato Delmastro.
La verità è che la procura ha affermato che le comunicazioni tra Caroccia e Delmastro sono indispensabili per capire se, come si ipotizza, i Caroccia nel ristorante in cui erano in società con Delmastro riciclassero denaro per conto del clan Senese.
Si parla di accuse e contesti mafiosi spaventosi. Da un ex sottosegretario alla giustizia ci si aspettava che lui per primo mettesse a disposizione di tutti la messaggistica, essendo stato il massimo custode della Giustizia italiana dietro il ministro Nordio.
Invece Delmastro fa parte di una coalizione politica che protegge se stessa e il suo potere sempre e comunque, costi quel che costi.
Ieri, insieme al presidente Conte, è stata lanciata una sfida a Giorgia Meloni. Oggi quella sfida è stata persa, con la scelta di fare da scudo a Delmastro, proprio come è stato fatto con Santanchè.
Questa destra continua a non smentirsi: fa la morale agli altri, ma quando la giustizia riguarda esponenti del proprio governo, alza subito gli scudi per proteggerli.
Due pesi e due misure: una per i cittadini, un’altra per la loro cerchia di potere. Stanno umiliando gli organi parlamentari e le istituzioni tutte.
Queste le dichiarazioni delle componenti del M5S nella Giunta delle autorizzazioni della Camera Enrica Alifano, Carla Giuliano e Daniela Torto.
