Di Luca Franceschi
///
Il Movimento 5 Stelle si schiera contro l’esclusione di Svetlana Zakharova, étoile del Bolshoi di Mosca, dal gala internazionale di danza che si sarebbe dovuto tenere fuori Roma. I rappresentanti pentastellati in commissione cultura definiscono questa decisione “l’ennesima scelta che privilegia la censura culturale a cui l’Italia si è ormai piegata”.
Gli esponenti del M5S sollevano interrogativi sulla correlazione tra arte e posizioni politiche, pur riconoscendo che la ballerina russa potrebbe essere giudicata negativamente per la sua vicinanza al presidente Putin. “Resta il mistero di cosa c’entri la sua arte con la sua attività politica”, sottolineano i parlamentari pentastellati.
La critica si fa più pungente quando i rappresentanti del Movimento si chiedono ironicamente se la danza della Zakharova possa “trasmettere un messaggio di guerra e aggressione” o se gli organizzatori temessero una sua eventuale apparizione “con la maglia Forza Putin”.
Il M5S contesta anche la presunta paura delle contestazioni da parte degli organizzatori, rivendicando il ruolo dell’arte come strumento di dibattito e confronto. “L’arte serve anche a questo: generare dibattito, creare confronto, mettere in scena punti di vista scomodi senza ridurre tutto a censura preventiva”, affermano i commissari pentastellati.
Particolarmente critica è la posizione sulla disparità di trattamento riservata agli artisti di diverse nazionalità. I rappresentanti del M5S evidenziano come “si censurano gli artisti russi mentre quelli di altri Stati aggressori e che stanno agendo in aperta violazione del diritto internazionale non hanno alcun tipo di problema”.
La conclusione del comunicato è un monito contro ogni forma di censura preventiva: “La censura non è mai prudenza: è solo lo strumento con cui chi è incapace di generare pensiero pensa di poter risolvere i propri problemi tradendo la missione che chi si occupa di cultura dovrebbe sempre tenere a mente”.
