News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONMIX

COMUNE DI GENOVA * : «PIANO SFALCI 2026 CON 2 MILIONI DI EURO ANNUI, NUOVE MODALITÀ PER MERCATO ITTICO E FUNICOLARE SANT’ANNA IN REVISIONE»

Scritto da
17.32 - martedì 21 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///

Il consiglio comunale odierno si è aperto, come di consueto, alle ore 14, con la discussione degli artt. 54, interrogazioni a risposta immediata:

Piano sfalci 2026

«Il vecchio bando è scaduto il 31 maggio, e c’è già stato il passaggio di consegne. L’elenco delle strade con priorità ci vengono date dai Municipi. A Genova ci sono state numerose ondate di calore da bollino rosso e giallo, in totale 19, il che vuol dire che, poiché per legge in queste condizioni di caldo non si può lavorare dalle 12 alle 16.30 all’esterno, abbiamo perso 25 giornate lavorative. Riguardo la nuova organizzazione sugli sfalci va detto che la programmazione è specifica per ogni Municipio; non viene imposto un calendario rigido, ma si procede tramite contratti applicativi e ordini; i cicli di intervento variano in base alle tipologie di aree da sfalciare e alle somme a disposizione. La capienza di 2 milioni di euro per ciascuna annualità di bilancio dell’accordo quadro garantisce per le aree standard un massimo di tre passaggi annui, mentre per le aree di pregio ad alta frequenza 4 o 5 passaggi. È previsto un impegno massimo di 12 squadre operative; è l’impresa che trasmette di volta in volta il cronoprogramma e che aggiorna le priorità ai Municipi. Dunque, il modello organizzativo del lotto unico non rappresenta un allontanamento dal territorio, ma fornisce alla Direzione centrale strumenti amministrativi più snelli per intervenire con maggiore forza, rapidità ed equità economica in tutti i Municipi della città».

È la risposta dell’assessore a Lavori pubblici e Manutenzioni Massimo Ferrante alle interrogazioni dei consiglieri Sergio Gambino del Gruppo Misto e Alessandra Bianchi di Fratelli d’Italia che interrogavano la giunta comunale, rispettivamente: 1) “per avere informazioni circa il piano di sfalcio dell’erba in città e le motivazioni del ritardo nell’esecuzione degli sfalci”; 2) “informazioni in merito al piano sfalci, con aggiornamento a seguito del bando concluso e all’organizzazione degli interventi e alla condivisione con i Municipi”.

Fascia di rispetto di Palmaro

«La vicenda è annosa ed è in capo RFI e Autorità di Sistema portuale. Nello specifico abbiamo cercato di ricostruire la cronistoria, con un contributo specifico di RFI: l’8 marzo 2021 è stato sottoscritto il protocollo di intesa dal Comune di Genova, RFI e Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Occidentale per regolare i rapporti inerenti alla cessione delle aree necessarie alla realizzazione del progetto denominato nuovo parco urbano Pra’ Palmaro, nell’ambito della candidatura del Comune di Genova al bando ministeriale, Programma innovativo per la qualità dell’abitare (PINQUA). L’area di circa 9.600 mq interessata dall’intervento del nuovo parco urbano Pra’ Palmaro è in parte di proprietà del demanio marittimo, in concessione ad Autorità di Sistema portuale e in parte di RFI. L’area nel 2021 risultava interessata da prossimi interventi ferroviari, dal potenziamento del nodo ferroviario di Genova – stazione appaltante RFI – e dalla sostituzione della viabilità per l’accesso alle aree portuali dallo svincolo autostradale di Genova Pra’, opera ad oggi conclusa e inaugurata l’estate scorsa (stazione appaltante, Autorità di Sistema portuale). Nel protocollo di intesa sopraindicato si prevedeva che le aree necessarie al nuovo parco urbano di Pra’ Palmaro fossero disciplinate con successivi accordi tra gli enti competenti al termine dei lavori ferroviari. Nello specifico, Autorità di Sistema portuale cederebbe l’area con concessione, RFI cederebbe l’area non più funzionale all’esercizio ferroviario, a titolo oneroso. Si riferisce inoltre che il progetto ferroviario fa parte del potenziamento del nodo ferroviario, valutato in primis da tutti gli enti territoriali liguri nel 2005: Regione, Comune, Provincia di Genova, e approvato dal Ministero delle Infrastrutture con delibera Cipe nel 2006. Le modifiche alla linea ferroviaria sono subordinate al completamento del parco ferroviario Voltri Mare, propedeutico allo spostamento e alla separazione della linea metropolitana ferroviaria con destinazione Voltri. Della linea regionale ed extra regionale, pertanto, non è possibile richiedere la realizzazione prioritaria. Tuttavia, il piano regolatore delle ferrovie di Genova a Voltri prevede lo spostamento della stazione di Voltri in direzione Levante e la nuova fermata di Genova Pra’ Palmaro, come già inserite e consolidate nella programmazione ferroviaria dell’Accordo Quadro 2022-2027 fra RFI e Regioni Liguria. RFI, in qualità di stazione appaltante, comunica che il progetto relativo alla macro-fase 1 del suddetto intervento risulta ad oggi concluso, mentre attualmente è in corso la progettazione della macro-fase 2, la realizzazione delle relative opere è subordinata al finanziamento necessario attualmente in fase istruttoria per l’assegnazione e l’aggiornamento del contratto di programma. Si evidenzia infine che in conformità a quanto previsto dall’articolo 6 del richiamato protocollo di intesa, la messa a disposizione delle aree afferenti al sedime della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia non potrà avvenire sino al completamento dei lavori ferroviari. RFI ci dice che quindi la parte della cessione delle sue aree potrà avvenire solo a conclusione dei lavori ferroviari sul nodo di Genova».

È la risposta dell’assessore a Lavori pubblici e Manutenzioni Massimo Ferrante alle interrogazioni dei consiglieri Filippo Bruzzone di Lista Civica Silvia Salis Sindaca e Marco Mesmaeker del M5S che interrogavano la giunta comunale, rispettivamente: 1) “tempi di realizzazione e motivi dei ritardi rispetto al protocollo sottoscritto nel 2021 tra Comune di Genova, RFI e Autorità di Sistema Portuale”; 2) “in merito alla fascia di rispetto di Palmaro, considerate le notizie che hanno suscitato sdegno e disapprovazione da parte dei cittadini della delegazione, si chiedono aggiornamenti circa il cronoprogramma dei lavori e il motivo del ritardo dell’avvio degli stessi rispetto al protocollo sottoscritto nel 2021 tra Comune di Genova, Autorità del Sistema Portuale e RFI”.

Misure per fronteggiare l’emergenza caldo

«Questa estate le ondate di calore sono partite dalla ultima decade di maggio, manifestando una situazione anomala, con temperature fuori dalla media. Da maggio, quindi, abbiamo attivato il Coc e dato le prime disposizioni, per anziani e soggetti fragili: abbiamo comunicato la lista dei luoghi al chiuso climatizzati pubblici a cui poter accedere, abbiamo avviato la campagna di comunicazione con il numero di emergenza 112 e quello della centrale operativa della Polizia municipale e della Protezione civile; abbiamo previsto l’apertura prolungata dei giardini e parchi pubblici fino alle 21 per poter offrire luoghi di refrigerio. Per il resto valgono le direttive del Ministero della salute, bere molto per rimanere idratati, mangiare sano, conservare i farmaci in maniera corretta, non uscire nelle ore più calde. Ogni volta, infine, la centrale operativa si aggiorna e teniamo sotto controllo i dati che arrivano dagli ospedali».

È la risposta dell’assessore alla Protezione Civile Massimo Ferrante all’interrogazione della consigliera del PD Serena Finocchio “per conoscere le misure urgenti per fronteggiare l’emergenza caldo”.

Modalità di accesso e vendita nei mercati di piazzale Bligny e Bolzaneto

«Il mercato ittico all’ingrosso si trova attualmente in piazzale Bligny, dove è stato trasferito nel 2017. L’accesso al pubblico, tuttavia, non è consentito, perché l’immobile presenta alcune caratteristiche strutturali e logistiche che, soprattutto sotto il profilo dell’organizzazione degli spazi e del rispetto delle norme igienico-sanitarie, non risultano conformi a quanto previsto dal Regolamento (CE) n. 853/2004. Su questo tema, anche a seguito di diverse sollecitazioni, abbiamo sottoposto uno specifico quesito all’organismo sanitario competente, che ha sostanzialmente confermato l’esistenza dei principali elementi ostativi all’apertura della struttura anche alla vendita al dettaglio. Per rendere possibile questa soluzione sarebbero quindi necessari interventi particolarmente significativi di ristrutturazione e riqualificazione dell’immobile. A questi si aggiungerebbero ulteriori adempimenti a carico dei concessionari, indispensabili per consentire loro di ottenere le autorizzazioni necessarie alla vendita dei prodotti ittici al pubblico. È comunque in corso una riflessione complessiva sul futuro del mercato. Il mantenimento dell’attuale sede comporta infatti costi particolarmente rilevanti a carico dell’Amministrazione comunale. Questa soluzione, oltre a non garantire condizioni ottimali per lo svolgimento dell’attività da parte degli operatori all’ingrosso, rappresenta quindi anche un onere economico significativo per l’ente. Per questo motivo stiamo definendo uno studio di fattibilità per la realizzazione di una nuova struttura e il trasferimento del mercato in una sede più idonea e funzionale. In questo contesto, si potrebbe progettare uno spazio appositamente concepito per le esigenze del settore, prevedendo fin dall’origine anche tutti gli adeguamenti necessari per rendere possibile, ove previsto, l’eventuale svolgimento della vendita al dettaglio».

È la risposta dell’assessora al Commercio, Mercati e Fiere Tiziana Beghin all’interrogazione della consigliera PD Vittoria Canessa Cerchi “in merito alle motivazioni tecniche e organizzative alla base delle attuali modalità di accesso al nuovo mercato di piazzale Bligny, con particolare riferimento alla regolamentazione della vendita al dettaglio e all’ingresso del pubblico, chiedendo contestualmente se le medesime linee di indirizzo e criteri di gestione siano previsti anche per la futura configurazione del nuovo mercato programmato nel quartiere di Bolzaneto, o se per quest’ultimo siano allo studio soluzioni differenti per la conciliazione delle attività di ingrosso e dettaglio”.

Raccolta differenziata a Boccadasse

«L’Ecostop di Boccadasse è una sperimentazione: la volontà è quella di risolvere gli elementi di conflitto, si tratta di un progetto che è partito un po’ di tempo fa, già con la sensibilizzazione delle utenze domestiche e il 13 luglio finalmente abbiamo rimosso quei cassonetti che erano sulla strada, che generavano degrado e varie criticità, fra cui la proliferazione dei ratti e penso sia stato un grande successo. Con Amiu abbiamo pensato questo sistema di Ecostop, che certo è ancora una sperimentazione e pian piano si dovrà adattare alle esigenze della popolazione. Abbiamo già raccolto alcune segnalazioni e verranno trovate delle soluzioni, ma le utenze domestiche sono la parte meno critica. Oggi, con questa modalità di ritiro, a Boccadasse siamo tra l’80 e il 90% di raccolta differenziata, che è una cosa che ci interessa molto e pensiamo anche che ci sia un margine in cui le persone si adatteranno. Volendo venire incontro e fornire ulteriore supporto, il 15 luglio abbiamo incontrato in Confcommercio una delegazione di commercianti, esercenti, bar e ristoranti e trovato delle soluzioni ad hoc per risolvere le problematiche. Grazie al fatto che loro hanno richiesto da parte dell’azienda e del Comune supporto, e si sono anche dichiarati volenterosi nell’avviare azioni in sinergia, la sera circolerà una persona che raccoglie da ogni bar i rifiuti per poi portarli al camioncino che in questa maniera può soggiornare nel suo Ecostop il minor tempo possibile. Incontreremo anche le utenze domestiche, cercheremo di capire come gestire al meglio la questione dell’umido, l’ipotesi è anche quella di fare un punto di raccolta accessibile ai cittadini, però andiamo per gradi. Gradualmente, e grazie al coinvolgimento dei cittadini, procederemo per raggiungere la soluzione ottimale».

È la risposta dell’assessora all’Ambiente e Ciclo dei rifiuti Silvia Pericu all’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Nicholas Gandolfo che “interroga la giunta comunale: in merito a spiegazioni urgenti sul nuovo sistema di raccolta differenziata denominata Ecostop per il borgo di Boccadasse”.

Accessibilità stazione della metropolitana Sarzano-Sant’Agostino

«L’impianto, sia per quanto riguarda gli ascensori sia per le scale mobili, è interessato dalla revisione generale ventennale prevista dalla normativa vigente. L’intervento è stato posticipato per diverse ragioni. Da un lato, hanno inciso le difficoltà legate alla situazione di liquidità dell’azienda e quindi alla crisi finanziaria e industriale che l’ha interessata; dall’altro, si è tenuto conto anche delle iniziative organizzate in occasione dell’Adunata Nazionale degli Alpini, considerato che la chiusura della stazione avrebbe avuto inevitabili ripercussioni anche sullo svolgimento di quegli eventi. L’iter burocratico e tecnico è particolarmente complesso e richiede tempi significativi. La stima per il completamento dei lavori è di circa cinque mesi, in considerazione della natura e dell’articolazione degli interventi previsti da una revisione ventennale, che costituisce a tutti gli effetti una manutenzione straordinaria su un impianto particolarmente complesso. Tra le operazioni più impegnative è prevista la sostituzione delle catene di trascinamento, che richiede lo smontaggio integrale di tutti i gradini delle scale mobili. A questa attività si aggiungono numerosi interventi di carattere meccanico ed elettrico, la revisione completa dei sistemi di frenatura, il controllo del motore, del riduttore e dell’argano, nonché la verifica dei corrimani e di tutti i componenti di sicurezza. È inoltre prevista una pulizia approfondita dell’intero impianto a cui si aggiungono prove di marcia e di frenatura e l’iter per ottenere le certificazioni di sicurezza che non sono immediate. È evidente che la chiusura comporta un disagio per la clientela. È però necessario precisare che le scale mobili non sono idonee all’utilizzo da parte di persone con ridotta capacità motoria, poiché il loro impiego può comportare potenziali rischi. In questi casi l’invito è di utilizzare gli ascensori, che sono attualmente funzionanti e a disposizione dell’utenza. Anche nel periodo di maggiore criticità è stato garantito il funzionamento dell’ascensore destinato alle persone con difficoltà motorie, che potevano richiederne l’utilizzo. Per quanto riguarda, infine, le infiltrazioni, si tratta di un problema non recente. Il settore competente di AMT ha già avviato le necessarie indagini tecniche, finalizzate a individuare la causa originaria per definire le soluzioni risolutive più congrue».

È la risposta dell’assessore al Trasporto pubblico Emilio Robotti all’interrogazione della consigliera della lista Piciocchi Sindaco – Vince Genova Rosanna Stuppia, in merito al “grave e prolungato disservizio relativo alle scale mobili della stazione della metropolitana di Sarzano-Sant’Agostino risultanti fuori uso da diversi mesi e i vistosi allagamenti lungo le banchine e nelle aree di transito pedonale. Il protrarsi del disservizio compromette l’utilizzo della stazione con notevoli disagi ai cittadini, agli studenti, ai turisti e in particolare alle persone anziane e con ridotta mobilità. La stazione costituisce un importante punto di accesso al centro storico cittadino e a numerosi servizi pubblici, culturali e turistici. Si chiede pertanto quali siano le cause che hanno determinato il prolungato fermo delle scale mobili e la presenza costante di piscine d’acqua nelle zone di transito, quali interventi di manutenzione o di riparazione siano stati programmati o già eseguiti e quali siano i tempi previsti per il loro ripristino”.

Funicolare di Sant’Anna

«Dal 13 luglio 2026 la funicolare di Sant’Anna ha una serie di articolate attività regate alla revisione quinquennale dell’impianto. La revisione comporta che sia fermo il servizio perché vi sono interventi ad ampio raggio sia su parti meccaniche sia su componenti elettriche e poi, come nel caso degli ascensori e delle scale mobile a cui ho risposto precedentemente, c’è una verifica sulle principali componenti connesse alla funzione di sicurezza dell’esercizio, oltre che chiaramente poi l’ottenimento di tutte le certificazioni e autorizzazioni necessarie agli impianti. Le funicolari sono sottoposte periodicamente a specifici interventi di revisione, c’è quella ogni cinque anni e poi ce ne sono altre, come quella di vent’anni, che ad esempio interessava quando questa amministrazione entrata in carica, era già in corso da alcuni mesi, quella della funicolare Zecca-Righi, che è stata ferma proprio per questo tipo di interventi. Quindi poi dipende dalla revisione che tipo di interventi viene fatto e pezzi di ricambio e via dicendo, quindi si possono fare delle stime. Sono adempimenti obbligatori per legge e indispensabili per consentire di svolgere il servizio nel rispetto delle condizioni di sicurezza. Le attività si concluderanno con le prove di funzionamento finali sull’impianto e il rilascio del nulla osta all’esercizio da parte dell’ente ministeriale preposto. Per l’esecuzione si stima in circa due mesi e mezzo la durata. Durante lo stop al servizio, per raggiungere dal centro la zona di circonvallazione a monte e viceversa, c’è la possibilità comunque in alternativa di utilizzare l’ascensore di Castelletto Levante o la linea bus 36. Per quanto riguarda la richiesta di rimodulazione del costo degli abbonamenti per gli impianti verticali e linee periferiche, allo stato attuale non sono previste variazioni e rimodulazioni delle tariffe vigenti. Questa rimodulazione sarebbe comunque impedita attualmente dal piano di composizione negoziata della crisi che è stato sottoposto al Tribunale. L’amministrazione si è presa l’impegno di valutare in futuro, ovviamente nel momento in cui sarà valido e sostenibile. In questo momento, ripeto, non è possibile farlo».

È la risposta dell’assessore al Trasporto pubblico Emilio Robotti all’interrogazione del consigliere della lista Bucci – Noi Moderati Orgoglio Genova Lorenzo Pellerano, “per sapere quali siano le ragioni che hanno determinato la sospensione del servizio della funicolare Sant’Anna e quali siano i tempi previsti per la sua riapertura; se la revisione quinquennale dell’impianto fosse programmata con congruo anticipo, se si prevede che le ditte incaricate lavorino durante tutto il periodo estivo e quali iniziative siano state adottate per ridurre i disagi arrecati all’utenza durante il periodo di fermo; inoltre, anche alla luce dell’esito negativo dell’incontro del 7 luglio, quale sia lo stato di attuazione dell’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale avente ad oggetto la rimodulazione del costo degli abbonamenti per gli impianti verticali e le linee periferiche e se l’amministrazione intenda introdurre agevolazioni tariffarie a favore dei cittadini maggiormente penalizzati dalla sospensione del servizio”.

Presunto caporalato nelle opere collegate alla realizzazione della nuova diga foranea

«Il Comune di Genova non ha ricevuto ad oggi comunicazioni ufficiali specifiche dagli organi inquirenti o dagli enti competenti per episodi relativi agli appalti sulla nuova diga di Genova, tali che possano consentire valutazioni del merito dell’indagine in corso per la quale aspettiamo gli sviluppi da parte dell’autorità giudiziaria. La vicenda è infatti oggetto di accertamenti da parte degli inquirenti e degli organismi competenti in materia di vigilanza sul lavoro, rispetto ai quali il Comune non esercita né funzioni investigative né competenze dirette. Peraltro il contrasto ogni forma di sfruttamento lavorativo, di lavoro irregolare, di intermediazione lecita è un obiettivo che questa Amministrazione considera prioritario. Per questo come Comune di Genova operiamo costantemente nell’ambito delle nostre competenze per promuovere legalità, qualità dell’occupazione, tutela dei lavoratori, del loro salario e dei loro diritti. In questo senso, nel luglio 2025 il Comune ha aderito al protocollo di intesa per la prevenzione di situazioni di sfruttamento lavorativo nel territorio della provincia di Genova, sottoscritto insieme alla Prefettura, agli enti ispettivi, alle organizzazioni sindacali e alle associazioni datoriali, con l’obiettivo di rafforzare strumenti di prevenzione ed emersione dei fenomeni di sfruttamento. A ciò si aggiunge tutta un’altra attività, tra cui cito il percorso di aggiornamento del protocollo sulla tutela dei lavoratori degli appalti, volta a rafforzare le garanzie in materia di sicurezza, continuità occupazionale, legalità e prevenzione delle infiltrazioni criminali, che stiamo condividendo con organizzazioni sindacali, città metropolitana e ANCI, oltre a un’attività di verifica del rispetto della delibera sul salario minimo in corso. Più in generale, il confronto quotidiano con le organizzazioni sindacali costituisce uno degli strumenti attraverso i quali, come amministrazione, affrontiamo le criticità del mondo del lavoro, con l’obiettivo di prevenire situazioni di sfruttamento e promuovere condizioni di lavoro sicure, regolari e rispettose della dignità delle persone, di tutto il lavoro. Stiamo lavorando anche su provvedimenti che riguardino forme particolari di possibile caporalato digitale, come ad esempio i rider. L’amministrazione continuerà pertanto a sostenere, nell’ambito delle proprie competenze, in collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte, oltre che con le organizzazioni sindacali e con le associazioni datoriali, ogni iniziativa utile a rafforzare la cultura della legalità, della sicurezza e del lavoro di qualità sul territorio cittadino, contrastando lavoro povero e irregolare».

È la risposta dell’assessore al Lavoro Emilio Robotti all’interrogazione della consigliera della Lista civica Silvia Salis Sindaca Laura Sicignano, in cui “si chiede se il Comune di Genova abbia ricevuto informazioni ufficiali dagli enti competenti in merito ai fatti oggetto dell’inchiesta per caporalato e sfruttamento del lavoro nelle opere collegate alla realizzazione della nuova diga foranea di Genova; quali siano tali informazioni; quali iniziative il Comune intenda assumere, nell’ambito delle proprie competenze, per promuovere la tutela dei lavoratori, il contrasto al caporalato e la piena trasparenza nelle grandi opere che insistono sul territorio cittadino”.

Categoria news:
OPINIONMIX

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.