Di Luca Franceschi
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Tensioni in Commissione Covid, dove si sono registrate modifiche alle procedure abituali per assecondare le richieste politiche di Fratelli d’Italia. La prima seduta odierna ha visto l’audizione di Dario Bianchi, rappresentante della JC-Electronics Italia srl, già sentito in precedenza dalla Commissione parlamentare.
All’audito è stata concessa nuovamente la possibilità di esporre le sue posizioni critiche verso la struttura commissariale, tesi che erano già state ampiamente confutate durante le precedenti audizioni. Nel corso del confronto con i commissari, Bianchi ha ribadito di aver ricevuto richieste considerate eccessive da parte dell’avvocato Di Donna.
Si tratta di accuse già formulate da un altro imprenditore, il quale aveva deciso di presentare querela, cosa che Bianchi non ha fatto. Il procedimento giudiziario scaturito dalla denuncia si è concluso con l’archiviazione delle accuse mosse.
Nonostante l’assenza di elementi di novità, questi episodi sembrano fornire pretesti per rilanciare teorie cospirative e coinvolgere il Presidente Conte, accusato del fatto che Di Donna avrebbe millantato un’amicizia particolare mai realmente esistita.
L’opposizione aveva richiesto di porre alcune domande di chiarimento all’audito, ma per la prima volta dall’inizio dei lavori della Commissione, il Presidente Lisei ha negato la concessione di tempo aggiuntivo, di fatto impedendo all’opposizione di intervenire.
La motivazione addotta è stata l’imminenza dell’Ufficio di Presidenza, riunione considerata così rilevante che i Commissari di Fratelli d’Italia l’hanno utilizzata per redigere i consueti comunicati stampa di carattere sensazionalistico.
Questo comportamento viene giudicato grave e indicativo della situazione di difficoltà del partito della premier Meloni. Dopo il risultato negativo del referendum e gli scandali giudiziari che hanno coinvolto alcuni suoi esponenti in vicende legate alla criminalità organizzata, il partito sembrerebbe cercare di spostare l’attenzione pubblica riproponendo teorie già smentite e ignorando i fatti concreti.
Il presidio istituzionale della Commissione d’inchiesta rischia così di essere compromesso, delegittimato e strumentalizzato dalla propaganda politica, secondo quanto denunciato dal Capogruppo del Movimento 5 Stelle nella Commissione d’inchiesta sul Covid.
