Di Luca Franceschi
///
Il deputato del Movimento 5 Stelle Gaetano Amato è intervenuto durante una conferenza stampa alla Camera dei deputati, alla presenza di rappresentanti del mondo del cinema, per ribadire la necessità di una riforma organica del settore cinematografico.
Amato ha ricordato come il ministro Alessandro Giuli sia perfettamente consapevole che la proposta di legge presentata dall’onorevole Mollicone sia stata abbinata a quella a prima firma Schlein, molto simile a quella del M5S e incentrata principalmente sull’istituzione dell’Agenzia per il cinema, senza però affrontare un riordino complessivo del settore.
Il provvedimento dovrebbe arrivare in aula il 26 maggio, ma il rischio concreto è che le proposte più mirate finiscano per essere di fatto oscurate. Secondo il deputato pentastellato, si conferma un approccio confuso che mette insieme temi diversi in assenza di una visione chiara e organica.
Una delle priorità era evidente da tempo: intervenire sugli automatismi che hanno contribuito a un utilizzo inefficiente delle risorse pubbliche. Questa è una delle proposte che il Movimento 5 Stelle mette sul tavolo, insieme a un sistema più equo di tax credit, in cui all’aumentare del costo di un film diminuisce il contributo ottenibile, con un tetto massimo fissato a 1,2 milioni di euro.
Il M5S chiede che le commissioni siano composte da professionisti del settore, incluse le maestranze, e non da figure prive di competenze specifiche. Queste commissioni dovrebbero essere adeguatamente retribuite e in grado di valutare concretamente la fattibilità delle opere.
Quando si utilizzano fondi pubblici, è necessario garantire una distribuzione più equa delle risorse, sostenere almeno cento opere prime e seconde di registi under 35 e favorire la scoperta di nuovi talenti. Servono nuove energie per raccontare il presente e il cambiamento.
I film sostenuti con risorse pubbliche dovrebbero poi essere distribuiti in almeno 800 sale, per assicurare una reale diffusione sul territorio nazionale.
Da tempo il Movimento 5 Stelle chiede al ministro Giuli un confronto aperto con chi lavora nel settore, a partire dalle maestranze, e non solo con le grandi associazioni come Anica o con le major. È il momento di ascoltare davvero queste istanze.
Amato ha concluso il suo intervento rivolgendosi direttamente al ministro: “Giuli disponibile a sedersi al tavolo? Il mio messaggio mandato al suo numero ormai settimane fa è ancora valido”.
