Di Luca Franceschi
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Le conclusioni preliminari della Commissione europea rappresentano una svolta significativa nella regolamentazione dei social network. Secondo quanto emerso, il design di Facebook e Instagram sarebbe strutturato in modo da incentivare meccanismi di dipendenza, con particolare impatto sulla popolazione più giovane.
Questa valutazione segna un momento decisivo nel rapporto tra istituzioni e giganti tecnologici. Nessuna azienda del settore digitale, per quanto influente, può ritenersi al di sopra delle normative vigenti.
Per un periodo troppo lungo, le grandi compagnie tecnologiche hanno accumulato un potere straordinario sotto molteplici aspetti: economico, tecnologico e persino nell’ambito politico. Questo processo si è accompagnato alla fruizione di sistemi fiscali che permettono di trasferire gli utili nelle giurisdizioni più vantaggiose.
Non è accettabile che le Big Tech si trasformino in territori privi di regole, dove i diritti della maggioranza vengono calpestati per tutelare gli interessi di una ristretta minoranza. Il senatore Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato e capogruppo M5S in Commissione Politiche UE, ha sottolineato con fermezza questo principio.
L’Europa deve mantenere una posizione ferma e non cedere alle pressioni. La tutela della salute pubblica, la protezione dei minori e la salvaguardia dei diritti fondamentali devono prevalere sugli interessi economici. Questi valori costituiscono il pilastro su cui costruire una regolamentazione efficace del settore digitale.
