Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta ai Ministri degli Esteri Antonio Tajani e della Difesa Guido Crosetto per ottenere chiarimenti sul possibile proseguimento delle esportazioni di materiali militari, componenti dual-use e forniture energetiche dall’Italia verso Israele.
L’iniziativa della parlamentare pentastellata è stata motivata anche dal contenuto del dossier “Made in Italy per l’industria del genocidio: esportazioni militari ed energetiche per Israele”, un documento che solleva interrogativi sulla trasparenza e la coerenza delle scelte italiane rispetto agli obblighi internazionali, nonostante le dichiarazioni ufficiali del Governo.
Il lavoro di ricerca è stato realizzato grazie al contributo di Giovani Palestinesi d’Italia (GPI), Palestinian Youth Movement (PYM) e The Weapon Watch, nell’ambito della campagna internazionale People’s Embargo for Palestine. La deputata ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a queste organizzazioni per il loro impegno rigoroso e coraggioso nel riportare al centro dell’attenzione pubblica questioni che richiedono chiarezza e responsabilità.
Attraverso l’interrogazione, Ascari chiede al Governo di fornire spiegazioni dettagliate su quali autorizzazioni siano state rilasciate, quali controlli siano stati effettuati e se vi siano state forniture, dirette o indirette, che possano aver contribuito alle operazioni militari attualmente in corso.
La parlamentare del Movimento 5 Stelle considera necessario adottare misure immediate e definitive: sospendere ogni autorizzazione in essere, interrompere qualsiasi forma di cooperazione militare attraverso un embargo totale sulle armi nei confronti di Israele e garantire la massima trasparenza sui dati relativi a esportazioni e transiti.
L’Italia, sottolinea Ascari, è vincolata da normative nazionali e trattati internazionali che vietano espressamente la cooperazione militare con Paesi coinvolti in conflitti armati e responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Per questo motivo, secondo la deputata, non è accettabile alcuna forma di ambiguità in materia.
La richiesta finale è quella di garantire coerenza, responsabilità e verità nell’azione del Governo italiano rispetto a una questione di rilevanza internazionale che tocca aspetti fondamentali del diritto umanitario e dei diritti umani.
