Di Luca Franceschi
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Roma, 30 giu – “Gli italiani residenti all’estero con patente estera oggi non possono recuperare automaticamente i 20 punti della patente dopo due anni senza ulteriori infrazioni, come invece avviene per i titolari di patente italiana.
La problematica è emersa recentemente nella Repubblica di San Marino dove alcuni italiani residenti, dopo aver commesso infrazioni in Italia nel corso di diversi anni, hanno raggiunto il limite dei 20 punti, con il conseguente divieto di guidare nel nostro Paese.
Questa situazione interessa in realtà tutti gli italiani residenti all’estero che, secondo la legislazione del Paese di residenza, hanno dovuto convertire la patente italiana in una patente locale.
Si tratta di una situazione che merita di essere aggiornata e armonizzata con l’evoluzione della mobilità internazionale e con le esigenze degli italiani residenti all’estero. Chi ha dovuto convertire la propria patente continua infatti a subire in Italia le conseguenze delle infrazioni stradali, come la decurtazione dei punti, ma non può beneficiare degli stessi strumenti di recupero previsti per chi possiede una patente italiana.
Per gli italiani residenti all’estero che hanno convertito la patente italiana, le infrazioni commesse in Italia continuano comunque ad essere registrate nei sistemi informatici della pubblica amministrazione italiana, con i conseguenti effetti previsti dalla normativa vigente, come la decurtazione dei punti.
Dalle verifiche che ho effettuato non emerge alcuna norma che escluda espressamente gli italiani con patente convertita dal recupero del punteggio. Il problema sembra piuttosto derivare da una lacuna normativa o da una prassi tecnico-amministrativa.
La gestione del sistema italiano della patente a punti rientra nelle competenze del Ministero dell’Interno, attraverso le Prefetture, mentre il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti gestisce gli aspetti tecnici e informatici della Motorizzazione.
Tra le possibili soluzioni individuate, mi pare particolarmente efficace l’introduzione di un meccanismo di recupero delle penalità analogo a quello già previsto per le patenti italiane, anche per i soggetti registrati nel sistema italiano delle patenti estere, così da garantire un sistema equilibrato che non operi esclusivamente sul piano sanzionatorio.
La revisione del Codice della strada, attualmente in corso attraverso la proroga della delega, rappresenta un’importante occasione per affrontare questa problematica e individuare il percorso normativo più idoneo per arrivare a una soluzione. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento ai Ministeri competenti per la tempestiva disponibilità dimostrata nell’avviare gli opportuni approfondimenti tecnici e normativi su questa nuova problematica.
Ringrazio inoltre il Presidente del Comites di San Marino, avv. Alessandro Amadei per aver portato alla mia attenzione questa importante problematica e per il prezioso contributo fornitonell’approfondimento della vicenda”.
Così il deputato Simone Billi, Capogruppo Lega in commissione Esteri e Presidente del Comitato per gli Italiani nel Mondo.
