Di Luca Franceschi
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Le organizzazioni della destra estrema, che hanno ricevuto il pieno sostegno del governo italiano, hanno convocato un’adunata nazionale a Roma per il 13 giugno. L’evento rappresenta una mobilitazione dei sostenitori della proposta di legge sulla “remigrazione e riconquista”, considerata oscena e inaccettabile dai movimenti progressisti. I manifestanti di destra hanno scelto una piazza nel quartiere Prati per il loro corteo.
Rifondazione Comunista parteciperà alla contromanifestazioneantifascista e antirazzista prevista lo stesso giorno alle 15.00, con partenza dal Colosseo. All’iniziativa convergeranno il movimento No Kings, i centri sociali, i sindacati, le associazioni e le forze politiche che hanno chiesto ripetutamente al prefetto e al sindaco di negare l’autorizzazione della piazza ai fascisti.
La capitale, insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Guerra di Liberazione e per il contributo dato nella Resistenza, non dovrebbe essere “sporcata” da questo insulto, secondo quanto sostengono gli organizzatori della protesta. Nessuno spazio nel Paese, affermano, dovrebbe essere concesso a simili iniziative.
Nel corso della giornata del 13 giugno sono previsti ulteriori appuntamenti di carattere fascistoide, tra cui un concerto di “nazirock”, in aperto contrasto con la XII disposizione della Costituzione. La mobilitazione antirazzista, tuttavia, non si limiterà a questa data.
Il giorno precedente, l’Unione Europea renderà esecutivo il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo, con il quale si tenta di eliminare ogni diritto alla richiesta di protezione internazionale. Le organizzazioni antirazziste intendono agire nel lungo termine per contrastare quello che definiscono il “patto della vergogna”, sottolineando come rappresenti una versione istituzionale dei propositi di remigrazione.
La manifestazione avrà l’obiettivo di ribadire che i veri avversari da contrastare non sono i migranti che lavorano e vivono nel Paese, spesso in condizioni precarie, bensì coloro che, mossi dalla ricerca del profitto, causano conflitti armati, povertà e disagio sociale. In alternativa alle politiche espulsive, gli organizzatori propongono l’attuazione di percorsi di regolarizzazione per i migranti privi del titolo per restare nel Paese, seguendo l’esempio della Spagna.
Il comunicato ribadisce infine che l’emigrazione rappresenta un diritto umano, mentre l’odio razziale e l’esaltazione del fascismo non costituiscono opinioni legittime ma crimini.
