(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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I Finanzieri della Tenenza Palau, nell’ambito dell’intensificazione dell’attività di controllo economico del territorio coordinata dal Comando Provinciale di Sassari, hanno dato esecuzione a un provvedimento di sospensione dell’esercizio dell’attività, emanato dalla Direzione Regionale Agenzia delle Entrate, nei confronti di una ditta individuale di Aglientu, esercente attività di minimercati e altri esercizi simili non specializzati nonché il commercio al dettaglio di generi di monopolio.
Nello specifico, il provvedimento sospensivo dell’esercizio dell’attività, della durata di trenta giorni, è giunto all’esito di una pregressa attività di controllo fiscale, ai fini della constatazione delle imposte dirette e dell’IVA, svolta dalle fiamme gialle della Tenenza Palau, quale Reparto competente per il territorio di Aglientu.
Nel corso dell’accurato approfondimento ispettivo svolto sul market, infatti, sono emerse, da parte dell’esercente, reiterate omissioni nella memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri incassati e, pertanto, l’omessa documentazione delle operazioni imponibili (indispensabili per la quantificazione delle imposte successivamente dovute), da cui è scaturito il provvedimento sospensivo.
In presenza infatti delle violazioni fiscali constatate dai militari della Guardia di finanza è prevista, quale sanzione accessoria, la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività per un periodo da tre giorni a un mese ovvero mentre, se l’importo complessivo dei corrispettivi oggetto di contestazione eccede la somma di euro 50.000, è prevista la sospensione per un periodo da un mese a sei mesi.
La continua e costante azione di contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali, anche di tipo preventivo quale stimolo alla compliance, è finalizzata a reprimere il fenomeno del “sommerso”, che pregiudica gli equilibri economici e finanziari del Paese, essendo orientato alla riduzione illegale dei costi di “struttura” (fiscali, organizzativi e del lavoro) per massimizzare i profitti e ottenere ingiusti vantaggi competitivi.
