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GDF – GUARDIA DI FINANZA * «LECCE: FRODE AGROALIMENTARE NEL SETTORE OLEARIO. CONCLUSE LE INDAGINI NEI CONFRONTI DI NOVE INDAGATI»

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16.46 - venerdì 5 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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GdiF LECCE: FRODE AGROALIMENTARE NEL SETTORE OLEARIO. CONCLUSE LE INDAGINI NEI CONFRONTI DI NOVE INDAGATI.

Al termine di complesse ed approfondite indagini di P.G. esperite nel settore oleario a partire dal giugno 2023 sino a tutto il 2024, dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce e condotte dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Casarano, congiuntamente all’ICQRF Puglia e Basilicata, sono stati notificati 9 provvedimenti di avviso di conclusione delle indagini – ex art. 415 bis c.p.p., nei confronti di altrettanti indagati, di origine pugliese, siciliana e toscana.

I reati contestati riguardano ipotesi di frode nell’esercizio del commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine, la falsità ideologica, la falsità nei registri telematici SIAN, nonché l’emissione di fatturazioni false.

Il procedimento penale trae origine dal rinvenimento, presso uno stabilimento oleario salentino, di diverse partite di olio extravergine, ovvero olio vergine di oliva di origine nazionale, “UE e non UE” per complessivi 90.000 kg circa, le quali, sottoposte a campionamento ed analizzate dal Laboratorio ICQRF di Catania, risultavano irregolari non solo per le caratteristiche organolettiche ma anche per la difformità dei parametri di purezza rispetto ai valori previsti dalla vigente normativa unionale, poiché sofisticati con oli diversi da quelli di oliva.

Nel corso delle attività di polizia giudiziaria, venivano infatti sottoposte a sequestro sostanze atte a deodorare oli con pronunciati difetti organolettici (oli di oliva lampanti), nonché ad aromatizzarli per conferire loro sentori tipici degli oli extravergini di oliva.

Le successive attività investigative svolte, consentivano di ricostruire inoltre traffici internazionali per circa 300.000 kg di oli extravergini e vergini di oliva di pessima qualità, provenienti da Paesi Terzi all’UE (Algeria e Albania), con prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli nazionali, con il coinvolgimento di società estere ubicate in Spagna, Portogallo, Francia ed Albania, attraverso l’emissione di fatture ritenute fittizie.

In questo modo il prodotto oleario introdotto nel territorio nazionale diveniva di origine ‘UE’. Considerato l’andamento del mercato degli anni appena trascorsi, contraddistinto da prezzi alti, si può ritenere che il valore dell’illecito accertato possa ammontare a circa 3.000.000 di euro, generando altresì concorrenza sleale in danno dei produttori/commercianti onesti e dei consumatori.

Si precisa che il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo all’esito di sentenza irrevocabile di condanna.

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