Di Luca Franceschi
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Il decreto firmato dal ministro Francesco Lollobrigida rappresenta un intervento di grande visione strategica che rafforza il sistema delle Indicazioni Geografiche italiane e consolida la leadership del nostro Paese nel settore delle produzioni di qualità. Con questo provvedimento il Governo Meloni conferma di voler difendere il valore del Made in Italy agroalimentare, garantire maggiore tutela ai produttori e rendere le nostre filiere più competitive sui mercati nazionali e internazionali.
I Consorzi di tutela vengono finalmente dotati di strumenti moderni e adeguati alle nuove sfide, dal contrasto alle contraffazioni e agli utilizzi illeciti online fino alla regolazione dell’offerta, dalla promozione del turismo enogastronomico alla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Si tratta di una riforma che riconosce il ruolo centrale dei Consorzi nella crescita delle denominazioni e nella valorizzazione dei territori.
Di grande rilievo è l’attenzione alla rappresentatività delle diverse componenti della filiera e alla possibilità di aggregare più Indicazioni Geografiche all’interno dello stesso Consorzio. Questa scelta favorisce anche le produzioni più piccole e le realtà territoriali che costituiscono l’autentica ricchezza dell’agroalimentare italiano.
La Dop Economy vale oggi oltre 20 miliardi di euro alla produzione e più di 12 miliardi di export. Numeri che dimostrano quanto sia stata lungimirante la scelta del ministro Lollobrigida e del Governo Meloni di mettere al centro la qualità, la tutela delle produzioni certificate e la difesa del reddito degli agricoltori.
Secondo Marco Cerreto, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Agricoltura, questa è la strada giusta per rafforzare la sovranità alimentare italiana e continuare a far crescere il prestigio delle nostre eccellenze nel mondo.
