Di Luca Franceschi
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Tpl, Tassinari: «La società unica è opportunità, ma la Romagna non perda autonomia»
«L’eventuale fusione delle aziende del trasporto pubblico locale dell’Emilia-Romagna non è un’ipotesi verso la quale siamo contrari per principio. Se ben costruita, potrebbe rappresentare uno strumento per rafforzare il sistema regionale, migliorare l’efficienza e la capacità di investimento del servizio. Ma questo potrà avvenire soltanto a precise condizioni».
Lo dichiara Rosaria Tassinari, deputata e segretario vicario regionale di Forza Italia con delega alla Romagna.
«La prima condizione è che venga salvaguardato il potere di controllo e di interlocuzione dei territori sulla gestione operativa ed economica della futura società. Troppe volte abbiamo visto fusioni pensate e gestite da Bologna trasformarsi in operazioni bolognocentriche, nelle quali la Romagna ha progressivamente perso capacità di incidere sulle decisioni. Questo non deve accadere ancora.
Pensare che il trasporto pubblico della Romagna venga governato esclusivamente da Bologna significa togliere autonomia decisionale a un territorio che presenta esigenze di mobilità, caratteristiche economiche e dinamiche sociali profondamente diverse rispetto a quelle di altre aree della regione. La governance dovrà quindi garantire un’effettiva rappresentanza dei territori e non una semplice centralizzazione delle scelte.
La seconda condizione riguarda la sostenibilità economica dell’operazione. Nessuna azienda con i conti in ordine dovrà essere chiamata a farsi carico dei debiti accumulati da altre società. Tutti gli enti coinvolti dovranno conoscere con assoluta trasparenza la situazione patrimoniale e finanziaria delle aziende interessate, così come le conseguenze che potranno derivare dalla scelta di Parma di mantenere una propria società in house.
Occorrerà inoltre definire fin dall’inizio il peso che ciascun territorio avrà all’interno della futura società, correggendo gli squilibri che oggi penalizzano la Romagna, a partire dal riconoscimento del costo chilometrico».
«C’è poi un tema che riguarda il lavoro e il tessuto economico del territorio. Start Romagna non rappresenta soltanto un gestore del trasporto pubblico, ma genera un importante indotto economico e occupazionale che costituisce un valore aggiunto per tutta la Romagna. Questo patrimonio deve continuare a essere valorizzato sul territorio e non può essere governato esclusivamente da Bologna.
Allo stesso modo chiediamo che la riorganizzazione garantisca piena parità di trattamento tra tutti i lavoratori delle aziende coinvolte, da Piacenza a Rimini. Non possono esistere dipendenti di serie A e dipendenti di serie B a seconda della provincia di appartenenza.
Ma soprattutto, al centro di questa riforma devono esserci gli utenti. I cittadini non possono essere penalizzati da logiche accentratrici o da una governance più distante dai territori. Il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale per studenti, lavoratori, anziani e famiglie: ogni scelta dovrà tradursi in servizi più efficienti, collegamenti migliori e una maggiore qualità dell’offerta, non in una riduzione dell’attenzione verso le esigenze delle comunità locali.
Una società unica avrà senso soltanto se saprà migliorare concretamente il servizio per chi ogni giorno utilizza autobus e trasporto pubblico. Se invece servirà soltanto ad accentrare le decisioni a Bologna, allontanandole dai territori e dai cittadini romagnoli, avremo imboccato la strada sbagliata».
«Per queste ragioni chiediamo che il piano industriale, il modello di governance, l’assetto dirigenziale, il piano delle assunzioni e le ricadute sull’organizzazione dei servizi siano illustrati con la massima trasparenza ai territori prima di qualsiasi decisione definitiva.
Forza Italia seguirà con grande attenzione questo percorso. Sosterremo una riforma che rafforzi il trasporto pubblico regionale, migliori i servizi e valorizzi tutti i territori. Ci opporremo, invece, a qualsiasi progetto che finisca per concentrare il potere decisionale a Bologna, penalizzando la Romagna, i suoi lavoratori e soprattutto i suoi cittadini».
