Di Luca Franceschi
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È stato ufficialmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo Testo Unico delle imposte sui redditi, un provvedimento che rappresenta una rivoluzione rispetto alla precedente normativa rimasta invariata dal 1986. Per quattro decenni i contribuenti italiani hanno dovuto navigare un sistema fiscale caratterizzato da una complessità deliberata, con leggi, decreti e circolari accumulatisi nel corso degli anni senza una logica ordinatrice. Un impianto normativo talmente intricato da sembrare progettato per indurre in errore chi agiva in buona fede, con sanzioni che puntualmente colpivano chi non riusciva a orientarsi nel labirinto di disposizioni.
L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha portato a termine ciò che altre amministrazioni si erano limitate a promettere. La riforma risponde all’attuazione della delega fiscale presentata durante la campagna elettorale e ora diviene norma dello Stato. L’entrata in vigore è prevista dal primo gennaio 2027, permettendo a soggetti passivi e amministrazione pubblica di adeguarsi gradualmente senza conseguenze traumatiche.
Attraverso questa innovazione legislativa, la fiscalità cessa di rappresentare un’entità ostile e confusa per trasformarsi in un quadro normativo trasparente e accessibile. Chi oggi solleva critiche proviene dal medesimo schieramento che in passato ha disposto di governi e majorities parlamentari sufficienti per riordinare il caos tributario, eppure ha scelto di mantenerlo inalterato. Medesimo schieramento che attualmente non riesce a raggiungere una posizione unitaria sulla materia fiscale, essendo lacerato tra sostenitori della patrimoniale e chi la contesta per preservare consenso elettorale.
Tra gli aspetti più rilevanti della riforma figura l’incorporazione organica delle normative relative alla tassazione minima globale al quindici per cento applicabile ai grandi gruppi multinazionali. Prima ancora di semplificare gli obblighi dei cittadini corretti è necessario impedire ai giganti economici internazionali di continuare a trasferire oneri tributari su coloro che adempiono integralmente i propri doveri fiscali. Il nuovo Testo Unico integra inoltre sistematicamente le protezioni tributarie già previste per le fasce più vulnerabili della popolazione, dalle donne vittime di violenza ai lavoratori occupati in zone economicamente disagiate, conferendo ordine a interventi precedentemente disseminati in numerosi provvedimenti separati.
L’amministrazione Meloni ribadisce concretamente che il concetto di riforma non costituisce una mera promessa elettorale. Fratelli d’Italia rivendica con consapevolezza il raggiungimento di un obiettivo attraverso un impegno contraddistinto da rigore metodologico e determinazione.
