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REGIONE PUGLIA * : «CONCLUSO IL PERCORSO FORMATIVO MED.IN: 188 MEDIATORI INTERCULTURALI DA 37 PAESI»

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12.41 - mercoledì 8 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Sono 188 i mediatori e le mediatrici interculturali, provenienti da 37 Paesi di nascita e 4 continenti, che hanno concluso il percorso formativo MED.IN PUGLIA – Strumenti e conoscenze per la mediazione interculturale in Puglia, promosso nell’ambito del progetto Puglia Inte(g)razione e dedicato al rafforzamento delle competenze dei professionisti della mediazione interculturale operanti sul territorio regionale.

Il percorso, articolato in cinque moduli formativi per oltre 25 ore di formazione specialistica, si è chiuso ieri pomeriggio nella Sala Consiliare della Città Metropolitana di Bari con la consegna degli attestati di partecipazione.

Rivolto prioritariamente ai professionisti iscritti all’Elenco regionale dei mediatori interculturali della Regione Puglia, MED.IN PUGLIA ha coinvolto una comunità professionale caratterizzata da una forte pluralità culturale. L’Italia rappresenta il principale Paese di nascita dei partecipanti con 95 iscritti, pari al 44,71% del totale. Tra i Paesi esteri maggiormente rappresentati figurano il Marocco (5,55%), l’Albania (5,16%) e l’Ucraina (2,82%). Seguono Ghana, Mali, Nigeria e Senegal, insieme a Tunisia, Libano, Giordania, Iraq, Iran, Egitto e Repubblica Democratica del Congo. La distribuzione territoriale evidenzia una presenza particolarmente significativa nella provincia di Bari (33,51%), seguita dalle province di Foggia, Lecce e Taranto (14,36% ciascuna), Brindisi (12,23%) e Barletta-Andria-Trani (7,45%), oltre a una quota di partecipanti residenti fuori regione (3,72%).

Il programma ha approfondito alcuni dei principali ambiti nei quali oggi si esercita la mediazione interculturale: dalla riconfigurazione dei flussi migratori e il loro impatto sul contesto pugliese alla tutela dei minori stranieri non accompagnati, dal diritto all’unità familiare al contrasto della tratta e dello sfruttamento lavorativo, fino alla protezione internazionale, al diritto d’asilo, al nuovo Patto europeo sulla Migrazione e l’Asilo e ai diritti sociali e all’accesso ai servizi.

Il percorso ha visto il coinvolgimento di ricercatori, avvocati, mediatori interculturali ed esperti provenienti da università, enti di ricerca e servizi specializzati. Tra questi, professionisti dell’Helpdesk Interistituzionale Anticaporalato Su.Pr.Eme.2, ricercatori del CNR ISMed – Istituto di Studi sul Mediterraneo, studiosi dell’Università del Salento e mediatori linguistico-interculturali attivi nei servizi territoriali.

Le attività didattiche hanno alternato lezioni frontali, esercitazioni e laboratori partecipativi con l’obiettivo di coniugare aggiornamento professionale e valorizzazione delle esperienze maturate sul campo. Tra gli elementi più innovativi dell’iniziativa, l’integrazione tra formazione specialistica e riflessione sulle pratiche professionali. Ogni modulo, infatti, ha previsto momenti di confronto sulle autobiografie professionali dei mediatori e delle mediatrici e sulle esperienze sviluppate nei territori e sulle trasformazioni che stanno interessando questa figura professionale. I contributi sono confluiti nel “Giornale del Mediatore”, uno spazio di narrazione e ricerca fondato sul metodo autobiografico, e rappresenteranno la base per una seconda fase del percorso che porterà ad una più ampia attività di ricerca dedicata alla figura del mediatore interculturale nella regione, finalizzata ad approfondirne caratteristiche professionali, ambiti di intervento, bisogni formativi e trasformazioni in atto.

L’assessora alle Politiche migratorie Silvia Miglietta ha sottolineato che “il percorso di formazione MED.IN PUGLIA è stato una delle più ampie esperienze regionali di formazione dedicate ai mediatori e alle mediatrici interculturali della nostra regione. Il progetto si è rivelato molto più di un percorso di aggiornamento professionale. Coinvolgendo una comunità professionale ampia, radicata e caratterizzata da una forte pluralità biografica e culturale, il percorso si è infatti trasformato in un laboratorio di apprendimento condiviso e di produzione di conoscenza. Dalle connessioni tra percorsi normativi, buone pratiche e vissuti professionali, infatti, è emersa una ricchezza che rappresenta un punto di forza per il nostro territorio e conferma quanto prezioso sia il ruolo dei mediatori e delle mediatrici interculturali nelle politiche di integrazione della Regione Puglia e nella governance interculturale del territorio”.

MED.IN PUGLIA è promosso dalla Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le Migrazioni e Antimafia Sociale della Regione Puglia, realizzato da Nova Consorzio per l’Innovazione Sociale e finanziato attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027.

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