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FI – FORZA ITALIA * CAMERA: «PA: BARELLI, DA FI RIFORME DI CIVILTÀ GIURIDICA A TUTELA AMMINISTRATORI»

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17.30 - sabato 28 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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PA: Barelli, da FI riforme di civiltà giuridica a tutela amministratori

“Abbiamo promosso alcune riforme che toccano direttamente il lavoro degli amministratori. L’abuso d’ufficio è stato abolito, e si è subito speculato sostenendo che, senza quel reato, l’amministratore possa fare ciò che vuole. Non è vero. Esiste un ampio ventaglio di reati — concussione, corruzione, peculato, malversazione e altri ancora — per i quali chi sbaglia paga. La posizione di Forza Italia è questa: chi sbaglia deve pagare. Ma non si possono mantenere norme che fanno tremare la penna a chi deve firmare un atto”. Così Paolo Barelli, presidente dei deputati di Forza Italia, intervenendo al corso di formazione azzurro in corso a Viterbo.
“L’abolizione di quel reato – ha proseguito – ha avuto il sostegno anche della maggior parte dei sindaci di sinistra e si fonda su dati oggettivi: circa il 90% di coloro che sono stati perseguiti per abuso d’ufficio sono poi stati assolti perché il fatto non sussiste. Ancora: la riforma della Corte dei Conti, di cui sono firmatario insieme all’allora capogruppo di Fratelli d’Italia, oggi Ministro per gli Affari europei, Foti. Anche qui si è parlato di “liberi tutti” e di assenza di controlli, ma non è così. La riforma parte da un dato: le procure regionali registrano una percentuale altissima di citazioni che poi si concludono con esiti di improcedibilità o con l’accertamento che il fatto non sussiste. Noi abbiamo voluto rafforzare l’attività preventiva, un tempo svolta dal Coreco e che oggi è quasi del tutto assente, mentre prevale una logica esclusivamente successiva e solo sanzionatoria. Con la riforma invece viene valorizzato il controllo preventivo, un vero sostegno e supporto all’azione dell’amministratore. Infine, la separazione delle carriere. Anche qui si è parlato di un (presunto) tentativo del governo di mettere le mani sui pubblici ministeri. È una tesi infondata: la Costituzione afferma con uno specifico articolo che la magistratura è un ordine indipendente, e questo principio non è stato ovviamente toccato. Si tratta invece di allinearsi a quanto avviene nella grande maggioranza dei Paesi europei, per garantire al cittadino un giusto processo. C’è quindi un filo che lega l’abolizione dell’abuso d’ufficio, la riforma della Corte dei Conti e la riforma della giustizia in senso più ampio. Naturalmente resta molto da fare: ridurre i tempi della giustizia, migliorare l’organizzazione amministrativa e tecnica. Ma questi interventi rappresentano un passo di civiltà giuridica, a tutela dei cittadini e, in particolare, degli amministratori”, ha concluso.

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