Di Luca Franceschi
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Il Comitato europeo dei diritti sociali ha emesso una decisione che i parlamentari del Movimento 5 Stelle definiscono “epocale” riguardo al diritto di sciopero in Italia. L’organo del Consiglio d’Europa ha stabilito che nel nostro Paese il diritto di sciopero per i lavoratori dei servizi pubblici risulta compresso da normative eccessivamente restrittive, non compatibili con la Carta sociale europea.
La pronuncia europea è arrivata in seguito al ricorso presentato dall’Usb, che ha messo in evidenza una problematica da tempo segnalata dai pentastellati: l’urgente necessità di riequilibrare l’intero sistema normativo per garantire effettivamente questo diritto costituzionale fondamentale.
I rappresentanti del M5S nelle commissioni Trasporti e Lavoro sottolineano come sia paradossale che, proprio nel momento in cui dall’Europa arriva questa bocciatura del sistema italiano, il Governo Meloni continui a ipotizzare ulteriori limitazioni al diritto di sciopero.
Particolarmente critica risulta la posizione nei confronti del ministro Matteo Salvini, definito ironicamente “precetto la qualunque”, accusato di intervenire sistematicamente contro i lavoratori ogni volta che questi esercitano un diritto fondamentale riconosciuto dalla Costituzione.
I parlamentari del Movimento 5 Stelle chiedono all’esecutivo di prendere atto del pronunciamento europeo e di adeguarsi rapidamente alle indicazioni ricevute. La richiesta specifica è quella di avviare una revisione complessiva delle norme attualmente in vigore, con l’obiettivo di restituire piena dignità al diritto di sciopero e rafforzare le garanzie democratiche nei luoghi di lavoro.
