Di Luca Franceschi
///
BERGAMINI (FI), CONTE STRIZZA L’OCCHIO AGLI AVVERSARI DELL’OCCIDENTE
“La superficialità ideologica con cui Giuseppe Conte affronta il tema complesso della politica estera è sconcertante. Aver dipinto la Russia di Putin solo come una minaccia costruita a tavolino per giustificare il riarmo è una frase degna di chi cerca follower sui social in un certo mondo, ma totalmente indegna per chi ha l’ambizione di presentarsi agli elettori per governare l’Italia. Per rendersene conto, sarebbe bastato leggere l’intervista su Repubblica di ieri di Sergey Karaganov, intellettuale vicino al Cremlino che ha ventilato senza tanti giri di parole un attacco contro l’Europa. Toni e parole che solo gli incoscienti possono ignorare. D’altronde avevamo già assistito a una certa, diciamo così, indulgenza di Conte verso attori non democratici nella sua infelice esperienza di Presidente del Consiglio. Pensiamo alle condizioni con cui aderì alla Via della Seta regalando alla Cina una grande vittoria politica nello scacchiere globale. O all’equilibrismo impacciato con cui si barcamenò, all’inizio del 2019, quando ci fu un tentativo di rovesciare la dittatura comunista di Maduro in Venezuela da parte di Juan Guaido. Era troppo importante per lui non urtare gli anti occidentali del Movimento 5 Stelle, che poi sarebbe diventato il suo partito. Quanto accade ci dà la misura di cosa sarebbe l’Italia con la sinistra al governo, un Paese che da colonna del blocco liberale passerebbe a strizzare l’occhio ai suoi avversari”. Lo dichiara Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia e responsabile del Dipartimento Esteri del partito .
