Di Luca Franceschi
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Il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino, membro della Commissione Vigilanza Rai, interviene sulla questione delle polemiche sollevate dai Cinquestelle nei confronti di Tommaso Cerno. Secondo Berrino, le critiche della Bevilacqua rappresentano l’ennesimo esempio di incoerenza da parte del Movimento.
Berrino sottolinea come quando conduttori e personalità note della televisione pubblica presentano libri, partecipano a eventi o manifestano apertamente posizioni a favore del No al referendum, il M5S mantiene un atteggiamento tollerante caratterizzato dal silenzio. In questi casi, osserva il senatore, non vi è alcuna indignazione ufficiale né richiesta di chiarimenti da parte del Movimento.
La situazione cambia radicalmente, prosegue Berrino, nel momento in cui qualcuno esprime una posizione diversa, in particolare a favore del Sì. In questi casi, secondo il senatore, il M5S attiva immediatamente una reazione che definisce come “sceneggiata” basata su accuse e polemiche che ritiene pretestuose.
Il membro della Commissione Vigilanza denuncia quella che definisce una pratica di doppi standard non più accettabile. A suo giudizio, il M5S strumentalizza la Rai come campo di battaglia politica esclusivamente quando conviene ai suoi interessi, generando un clima di sospetto e delegittimazione che risulta dannoso per l’istituzione del servizio pubblico.
Berrino qualifica questa strategia come propaganda selettiva e strumentale, affermando che ormai risulta evidente a tutti e non riesce più a ingannare nessuno. Prima di formulare insegnamenti ad altri, conclude il senatore, i Cinquestelle dovrebbero riflettere sulla propria condotta: la loro indignazione applicata in modo intermittente e opportunistico rappresenta, a suo avviso, l’ulteriore conferma di un’ipocrisia che sfiora il ridicolo.
