(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Un viaggio appassionante nelle realtà più vitali dell’arte di oggi.
Lo percorre il doc “Saype”, proposto e commentato da Jacopo Veneziani per “Art Night”, in onda venerdì 27 marzo alle 23.30 in prima visione su Rai 5.
Nel 1989, l’anno in cui cade il muro di Berlino, nasce in Francia Guillaume Legros.
Nel mondo dell’arte è conosciuto con il suo pseudonimo: Saype.
I muri che crollano sembrano inscritti nel suo destino perché, ironia della sorte, 30 anni dopo, Saype realizza una delle sue opere più famose: “Beyond Walls”, oltre i muri.
È un progetto che attraversa letteralmente i confini e un po’ tutto il nostro pianeta.
Saype ha dipinto una catena di mani, legate l’una all’altra, sulla superficie di tanti stati nazionali diversi, in continenti diversi.
Un simbolo e un auspicio di solidarietà umana.
Dipingere sulla superficie del pianeta Terra?
Sì, questo fa Saype.
Esegue pitture direttamente sul terreno — prati, colline, neve o sabbia — utilizzando una vernice completamente biodegradabile, che lui stesso ha creato.
È considerato un esponente della Land Art, una corrente artistica nata negli anni ’60 del secolo scorso, che crea le sue forme sul territorio.
Queste opere d’arte sono generate nella natura, spesso utilizzando elementi naturali.
È arte che esce dai musei, che vive nel paesaggio, anzi, che modifica e ricrea il paesaggio.
Non è un caso che la tematica ambientale sia centrale nell’arte di Saype.
Come lo sono tante questioni sociali.
Saype cerca di avere un impatto sulle coscienze del suo pubblico.
Il paradosso è che le sue opere sono effimere: manufatti che vivono negli spazi aperti e che in breve tempo sono quindi cancellati dagli eventi atmosferici.
Un’apparente contraddizione che Saype supera grazie a un uso creativo ed etico della tecnologia.
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