Di Luca Franceschi
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Secondo il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna, la manifestazione di ieri a Modena avrebbe dovuto rappresentare un momento di raccoglimento apolitico, solidarietà verso i feriti e unità istituzionale di fronte a una tragedia che ha colpito la città e l’intera Nazione. Proprio per questo motivo, la partecipazione era stata massiccia con istituzioni, associazioni, amministratori e cittadini. Tuttavia, secondo Barcaiuolo, ciò che è accaduto dal palco si discosta completamente da questi presupposti.
«Dopo le prime dichiarazioni di solidarietà, dal palco è arrivato un comizio politico, autoassolutorio rispetto alle responsabilità di chi governa i territori e persino polemico e offensivo verso chi, legittimamente, sta chiedendo chiarezza su quanto accaduto», afferma il senatore, definendo l’accaduto «fastidioso e francamente raccapricciante».
Barcaiuolo ricorda di essere stato presente sul luogo dell’attentato insieme al sindaco Mezzetti, disponibile a collaborare istituzionalmente e a mantenere il massimo senso di responsabilità. «Proprio per questo, l’atteggiamento tenuto ieri dal sindaco ci ha lasciati sinceramente sgomenti», dichiara. Il coordinatore regionale di FDI riferisce di aver ricevuto numerose telefonate e messaggi da cittadini che hanno partecipato alla manifestazione credendo di prendere parte a un evento unitario e apolitico e che oggi si dichiarano sorpresi dal tono e dai contenuti utilizzati dal palco.
Secondo il senatore, chiedere chiarezza su elementi specifici della vicenda, quali frasi come «bastardi cristiani» o una presunta mail del 2021, comprendere quale fosse il contesto ideologico, religioso o culturale del soggetto fermato, oppure indagare l’utilizzo dei dispositivi elettronici, non significa seminare odio. «Significa pretendere che un fatto così grave venga analizzato fino in fondo», sostiene Barcaiuolo, rilevando come sia singolare che chi dal palco invitava ad attendere le indagini abbia poi già deciso autonomamente l’identità e la lettura politica della vicenda.
Barcaiuolo dedica un ringraziamento particolare a Luca Signorelli «che, con il suo coraggio, ha dimostrato che l’Italia non è morta» e agli altri cittadini intervenuti che hanno contribuito a bloccare il responsabile. Sottolinea inoltre che nessuno ha messo in discussione il coraggio di chi è intervenuto, né il fatto che molti cittadini stranieri vivano, lavorino e si comportino in maniera encomiabile nella nazione. «Ma respingiamo con forza il tentativo della sinistra di trasformare qualsiasi richiesta di verità in sciacallaggio», afferma il senatore.
Barcaiuolo affronta anche il tema della sicurezza e dell’immigrazione, sostenendo che pur essendo vero che la stragrande maggioranza delle persone straniere presenti in Italia rispetti le regole e lavori onestamente, «esiste un pattern che emerge ogni volta che si verificano episodi di violenza emulativa o radicalizzata di questo tipo». Secondo il coordinatore regionale, fingere che il tema non esista per paura di apparire scomodi significa non voler affrontare la realtà. «La realtà non si combatte con slogan o con comizi travestiti da manifestazioni istituzionali», conclude su questo punto.
Il senatore evidenzia che Modena «non vuole assoluzioni paternalistiche, minimizzazioni o autoassoluzioni politiche: Modena vuole chiarezza, giustizia su quanto accaduto e sicurezza». Secondo Barcaiuolo, in queste ore sarebbero necessari sobrietà, rispetto per chi sta ancora lottando tra la vita e la morte e piena fiducia nel lavoro degli inquirenti, «non palchi utilizzati pretestuosamente per fare campagna elettorale».
Infine, Barcaiuolo critica ciò che ritiene un’incongruenza: a poche ore dai fatti, esponenti del Partito Democratico avrebbero partecipato a cene ed eventi mondani, trasmettendo un’immagine difficilmente conciliabile con il clima di dolore, apprensione e sgomento che la città stava vivendo in quegli stessi istanti.
