Di Luca Franceschi
///
La recente missione istituzionale della Commissione parlamentare antimafia a Milano ha permesso di confermare uno scenario che non può essere ignorato: le organizzazioni mafiose operano nel territorio lombardo con una presenza strutturata, stabile e sempre più influente sul piano economico e sociale. In una regione prospera come la Lombardia, il pericolo concreto è che le mafie coordinino le loro azioni, arrivando a stipulare accordi per costituire veri e propri cartelli e suddividere appalti e opportunità, compromettendo le dinamiche corrette del mercato.
Le attività investigative e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia stanno portando alla luce elementi significativi, che richiedono approfondimenti rigorosi e verifiche estremamente attente. Ciò avviene anche considerando alcuni episodi di diffusione strumentale di informazioni non verificate, come è stato chiarito dalla Procura in merito alla vicenda che ha riguardato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Un riconoscimento particolare va al Procuratore Marcello Viola, alla Polizia giudiziaria e al Prefetto Claudio Sgaraglia per l’eccellente operato svolto, che dimostra come lo Stato mantiene un presidio significativo e capillare sul territorio.
È comprensibile che i partiti della maggioranza e gli amministratori locali risultino più vulnerabili rispetto ai tentativi di infiltrazione, esattamente per questo motivo diventa imprescindibile mantenere standard di rigorositù assoluta. La battaglia contro la mafia rappresenta un elemento fondamentale nel dna di Fratelli d’Italia e della destra, per cui è necessario compiere ogni sforzo possibile al fine di escludere qualsiasi tipo di contatto e rafforzare ulteriormente i sistemi di prevenzione e controllo.
