Di Luca Franceschi
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Il senatore Franco Zaffini, esponente di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Lavoro, Sanità e Affari sociali al Senato, è intervenuto in aula affrontando la questione della sicurezza nei luoghi di lavoro. Secondo Zaffini, sebbene il governo Meloni abbia introdotto misure significative per invertire la tendenza dei decessi e degli infortuni sul lavoro, le soluzioni risolutive rimangono ancora lontane dal potersi realizzare.
Tra i provvedimenti introdotti dall’esecutivo, Zaffini ha citato l’istituzione della patente a crediti nel settore dell’edilizia e il potenziamento delle attività ispettive. Le ispezioni hanno subito un notevole incremento, passando da 63 mila a oltre 130 mila, più che raddoppiate rispetto al precedente governo. Allo stesso tempo, gli ispettori sono aumentati da 3821 a 4366 unità, con ulteriori 1600 assunzioni in programma per il prossimo periodo.
L’approccio strategico sotteso a questi interventi risponde a una logica di riduzione del danno, che Zaffini ha qualificato come tattica. Tuttavia, il senatore ha duramente criticato quello che definisce come sciacallaggio politico, riferendosi agli interventi ascoltati in aula che strumentalizzano le morti sul lavoro per scopi propagandistici.
Zaffini ha respinto le accuse rivolte al governo riguardanti il reato di caporalato e l’utilizzo dei voucher. Ha precisato che il governo Meloni ha reintrodotto il reato di caporalato che era stato abolito dall’esecutivo Renzi, così come ha ripristinato i voucher che erano stati eliminati dal governo Gentiloni. Il senatore ha concluso il suo intervento stigmatizzando la pratica di invocare le vittime del lavoro attraverso social media e smartphone per ottenere visibilità, definendola vergognosa e inaccettabile.
