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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: COLTURE LOCALI, ALTOADIGEMOBILITÀ FREE PASS, RITIRO DELLE SANZIONI PER LE MASCHERINE»

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18.31 - mercoledì 1 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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Mozioni di Freie Fraktion, Team K e altri, e VITA sono state al centro del dibattito odierno in aula.

Con la mozione n. 65/24 intitolata “Il caffè di Anterivo e i fagioli di Postal – promuovere la varietà delle colture e la libera riproduzione delle sementi”, Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha proposto che le antiche colture locali e le razze autoctone di animali da allevamento della provincia siano riconosciute come patrimonio agricolo e culturale da conservare e incentivare nell’ottica dell’agrobiodiversità.

La proposta impegnava la Giunta a istituire un registro provinciale delle colture e delle razze autoctone, a definire la figura dell’“allevatore/coltivatore custode” con relativi incentivi, e a presentare un disegno di legge per la tutela della biodiversità agricola e la conservazione di colture e razze locali.

Leiter Reber ha sottolineato il valore di queste risorse per biodiversità, conservazione delle specie e sicurezza alimentare, ricordando l’adattamento climatico e la resistenza di molte varietà antiche a malattie, parassiti e siccità, qualità preziose in tempi di riscaldamento globale.

Ha aggiunto che un registro aiuterebbe a decidere quali varietà e razze preservare, citando tra gli esempi il caffè di Anterivo e osservando che spesso sono donne a occuparsi della conservazione dei semi autoctoni.

Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha richiamato l’esperienza di Anterivo e l’importanza di conservare e riprodurre le sementi anno dopo anno, rilevando la carenza di una banca dati locale e la fine di contributi che in passato avevano sostenuto questo ambito, e giudicando positiva l’idea di una legge dedicata.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha invitato a lasciare inalterati i nomi storici delle coltivazioni e si è detto favorevole alla mozione, ricordando iniziative delle contadine per sensibilizzare sul tema e le potenzialità turistiche dei prodotti locali a fronte di una grande varietà perduta.

Paul Köllensperger (Team K) ha annunciato sostegno alla mozione, ritenendola sensata e utile a promuovere sementi autoctone e diversità contro modelli agricoli basati su sementi brevettate, con opportunità anche per nicchie economiche.

Jürgen Wirth Anderlan (JWA) ha osservato che alcune specie tradizionali, trascurate dal mercato, stanno tornando d’interesse, e ha espresso appoggio alla proposta.

Renate Holzeisen (VITA) ha sostenuto l’iniziativa per preservare prodotti di nicchia e filiere regionali in chiave di sostenibilità, criticando l’omologazione alimentare legata alla globalizzazione e la dipendenza degli agricoltori da grandi gruppi detentori di sementi, con possibili rischi anche sul fronte delle manipolazioni genetiche.

L’assessore Luis Walcher ha richiamato la storia del Centro di sperimentazione di San Michele all’Adige e il ruolo attuale della Laimburg a supporto delle piccole aziende, ponendo il tema se compito dell’agricoltura locale sia l’approvvigionamento o solo la diversità, e ricordando i vincoli del quadro normativo europeo e statale.

In replica, Leiter Reber ha ribadito la richiesta di un registro provinciale autonomo rispetto a quello nazionale, rilevando che altre regioni italiane sono più avanti nella tutela della biodiversità e annunciando un proprio disegno di legge sul tema.

Posta in votazione per parti separate, la mozione è stata respinta.

Le premesse e la parte numerata sono state bocciate ciascuna con 15 sì e 18 no, il punto 1 e il punto 2 con 16 sì e 17 no, e il punto 3 con 15 sì e 18 no.

Alex Ploner (Team K) ha quindi presentato la mozione n. 435/26 “Abbassiamo la soglia di invalidità per ottenere l’altoadigemobilità free pass”, che mirava a ridurre la soglia dal 74 al 60 per cento e a consentire la gratuità del viaggio per un accompagnatore delle persone con invalidità tra il 74 e il 99 per cento.

Ploner ha spiegato che, a seguito di un confronto con l’assessora Rosmarie Pamer, si è concordato di fissare la soglia al 67 per cento al posto dell’originario 60 per cento, invitando i colleghi a cofirmare.

L’attuale limite del 74 per cento, ha sostenuto, esclude persone con disabilità reali e permanenti appena al di sotto di quella soglia, e l’obiettivo è colmare tale lacuna agevolando la mobilità di chi è sensibilmente limitato negli spostamenti.

Harald Stauder (SVP) ha definito l’adeguamento importante per molte persone, osservando che il 67 per cento è in linea con la media europea, mentre il 60 per cento sarebbe stato un perimetro troppo ampio, e ha annunciato la cofirma a nome della SVP.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha dichiarato il proprio sostegno, ricordando che spesso alcune limitazioni non sono immediatamente visibili.

Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha annunciato le firme del gruppo, sottolineando l’importanza dell’iniziativa per l’inclusione e richiamando precedenti proposte per la gratuità del TPL.

Anche Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia), Renate Holzeisen (VITA) e il presidente Angelo Gennaccaro hanno aderito.

L’assessore Daniel Alfreider ha ringraziato per il confronto e ha evidenziato come la misura migliori l’integrazione nel trasporto pubblico, ricordando le nuove segnaletiche con indicazioni audio per non vedenti e il vantaggio di un allineamento al limite del 67 per cento previsto a livello nazionale ed europeo, con minore impegno amministrativo.

L’assessora Rosmarie Pamer ha sostenuto la proposta, rimarcando il ruolo della mobilità per una vita autonoma e per i contatti sociali, richiamando il d.lgs. 62/24 e una prossima proposta di legge provinciale incentrata sul progetto di vita autodeterminata, con avvio sperimentale nei distretti ed entrata in vigore a gennaio 2027.

La platea del TPL si amplia di circa 4.000 persone.

Ploner ha infine ritirato il punto 2 relativo all’accompagnatore.

La mozione con riferimento all’abbassamento della soglia dal 74 al 67 per cento è stata approvata all’unanimità con 32 voti favorevoli.

Renate Holzeisen (VITA) ha poi illustrato la mozione n. 436/26, intitolata “Insistere nella riscossione di sanzioni inflitte ai cittadini in confermato difetto di ragionevolezza e proporzionalità oltre che in difetto assoluto di competenza, non è certo espressione di uno Stato di Diritto.

La Giunta della Provincia Autonoma deve ristabilire lo Stato di diritto”, con cui chiede alla Giunta di comunicare ad Alto Adige Riscossione S.p.A. la sospensione dell’incarico per l’incasso delle sanzioni per il mancato uso della mascherina all’aperto.

La mozione chiede inoltre di ordinare alla Segreteria generale l’annullamento di tutte le relative sanzioni e la restituzione degli importi già versati dai cittadini, ritenendo tali sanzioni ultra vires per difetto assoluto di competenza e comunque irragionevoli e sproporzionate rispetto all’interesse tutelato.

Holzeisen ha ricordato che esponenti della Giunta hanno dichiarato in commissione d’inchiesta che oggi non riproporrebbero l’obbligo di mascherina all’aperto, sottolineando come i diritti fondamentali possano essere limitati solo in presenza di presupposti stringenti e come l’obbligo abbia creato disagi anche fisici e psichici.

Ha aggiunto che la riscossione in corso fa percepire ai cittadini un venir meno dello Stato di diritto e che la Segreteria generale non sarebbe competente a irrogare tali sanzioni.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha distinto la prima fase della pandemia, caratterizzata dallo spiazzamento generale, dalla successiva, in cui in aula si discusse della ragionevolezza di misure come l’obbligo all’aperto, citando episodi ritenuti eccessivi e sostenendo il ritiro delle sanzioni.

Jürgen Wirth Anderlan ha criticato misure giudicate esagerate e un atteggiamento incoerente di alcuni rappresentanti istituzionali, invitando a riconoscere gli errori.

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha espresso sostegno, pur chiedendo una base giuridica per sospendere sanzioni già irrogate, e ha auspicato un confronto aperto.

Franz Ploner (Team K) ha richiamato la discussione in commissione d’inchiesta e, pur interrogandosi sulla praticabilità giuridica, ha appoggiato la proposta come gesto di riappacificazione, ritenendo l’obbligo all’aperto non sensato.

La discussione della mozione proseguirà domani alle 10.00.

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