Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle sostiene da sempre il protocollo “Liberi di scegliere”. Dal mese di ottobre 2022 è stata depositata una proposta di legge del M5S che raccoglie una sensibilità manifestata sin dal 2012 a Reggio Calabria.
Fu allora che il presidente del tribunale per i minorenni Roberto Di Bella cominciò a promuovere l’urgenza di offrire ai giovani cresciuti in contesti mafiosi nuove alternative e percorsi diversi. Insieme a lui e ad altre persone è stato sostenuto questo progetto fin dall’inizio.
L’esperienza diretta ha mostrato come avviene l’indottrinamento dei figli nelle terre di mafia: le radici della ‘ndrangheta diventano la loro vita e la loro famiglia. Per sradicare questa partecipazione occorre aiutare questi giovani ad allontanarsi dal territorio.
I minorenni e i familiari che compiono questa coraggiosa scelta di vita devono essere accompagnati e sostenuti. L’associazione Libera ha svolto un ruolo fondamentale, offrendo luoghi di accoglienza e protezione alle donne che fuggivano con i loro figli per sottrarsi alle ricerche della ndrangheta.
Il progetto nato a Reggio Calabria da dimensione provinciale è diventato un protocollo nazionale. In qualità di procuratore nazionale è stato dato un ulteriore contributo per promuoverlo. Quando saranno numerosi coloro che parteciperanno a questo meccanismo di scelta libera, le mafie in Italia cominceranno ad essere scardinate in quelle radici che costituiscono la base della loro esistenza.
Le risorse destinate a questo progetto culturale sono indispensabili. Proprio il M5S ha impedito che la legge arrivasse in aula senza prevedere una copertura finanziaria.
Tuttavia la legge nella versione che oggi viene approvata presenta ancora dei difetti non banali. Costituisce un errore l’ampliamento della norma alle associazioni per delinquere non mafiose: aumentare a dismisura l’applicazione di questa legge significa consumare le risorse anche laddove non vi sono le stesse esigenze.
Inoltre, nell’articolo 3 è stata soppressa la parte che riguarda l’adozione di misure urgenti, che viene considerata fondamentale: non si può pensare a un trasferimento senza misure urgenti di vigilanza, senza avere soggetti ai quali potersi riferire per essere protetti.
Queste le considerazioni espresse in aula nella dichiarazione di voto dal deputato M5S Federico Cafiero De Raho, vice presidente delle commissioni Giustizia e Antimafia.
