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KASWALDER (CONSIGLIO PAT – PATT) * DOLOMITI ENERGIA: «RISCHIO DELOCALIZZAZIONE CENTRALINISTI, LA GIUNTA PROVINCIALE SI ATTIVI»

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07.51 - martedì 16 dicembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Proposta di ordine del giorno n. 6 su Disegni di legge abbinati nn. 70-71-72/XVII.

Impegnare la Giunta provinciale ad attivarsi a fronte di un rischio di delocalizzazione dei centralinisti di Dolomiti Energia.

La Provincia, nel corso degli anni si è dotata di un quadro normativo all’avanguardia in materia di appalti pubblici e clausole sociali. Tale normativa volta a tutelare l’occupazione, la qualità del lavoro e la continuità occupazionale, prevede specifici meccanismi di salvaguardia per i lavoratori in caso di cambio appalto, inclusa l’indicazione di un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di riferimento per contrastare la competizione al ribasso sui diritti dei lavoratori.

Risulta allo stato dell’arte come il servizio di Call center di Dolomiti Energia è attualmente suddiviso in due distinti appalti: un primo appalto che impiega complessivamente 52 lavoratori, di cui 34 in Trentino, inquadrati con il CCNL Metalmeccanici; un secondo appalto, affidato a una società esterna al territorio provinciale, che impiega 20 lavoratori a Milano e applica un contratto collettivo non sottoscritto dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.

Nel corso delle interlocuzioni sindacali precedenti l’indizione e durante la fase preparatoria delle gare relative al primo appalto, le rappresentanze sindacali hanno segnalato di non esser state informate dell’esistenza del secondo appalto, né del fatto che l’impresa ivi operante non applicasse un CCNL di riferimento. Similmente, è emersa solo a gara conclusa la previsione di un trasferimento delle attività oggi svolte nel primo appalto verso il secondo, con un conseguente potenziale spostamento del lavoro fuori dal Trentino.

La mancata o tardiva comunicazione di tali elementi, pur non volendo configurare una lesione intenzionale, ha generato un sentimento di grave preoccupazione tra le parti sociali come tra i dipendenti di Dolomiti Energia, toccando i principi di trasparenza e correttezza che devono improntare le relazioni industriali.

Le organizzazioni sindacali hanno prontamente richiesto a Dolomiti Energia un incontro, avanzando proposte alternative: dall’azzeramento e ripubblicazione delle gare in un unico appalto con l’applicazione uniforme delle tutele provinciali, all’estensione del CCNL Metalmeccanici a entrambi gli appalti, fino alla garanzia che le attività non venissero delocalizzate. Tali richieste sono state respinte dalla società, che ha confermato l’intenzione di procedere con gli atti di gara previsti.

Tale scelta di procedere al rinnovo contestuale dei due appalti, con il rischio di delocalizzazione, crea una situazione in cui una società strategica della Provincia di Trento a controllo pubblico, si trova a operare in contrasto con lo spirito della normativa provinciale a tutela del lavoro, con il potenziale esito di ridurre l’occupazione e la qualità del lavoro in Trentino a favore di una logica di riduzione dei costi ottenuta attraverso una minore tutela dei lavoratori fuori provincia. Uno scenario che rischia di depotenziare l’efficacia delle politiche provinciali avanzate in materia di lavoro e appalti, configurando un precedente pericoloso per l’intero sistema degli appalti pubblici in Trentino e, in particolare, sollevando gravi rischi occupazionali per i 34 lavoratori oggi impiegati sul territorio provinciale.

Tutto ciò premesso il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale

1) ad attivarsi con urgenza nei confronti dei vertici di Dolomiti Energia affinché si attesti l’esistenza dell’ipotesi di delocalizzazione del servizio di call center fuori dal territorio provinciale;

2) a richiedere la revisione delle gare d’appalto in oggetto, al fine di garantire l’applicazione piena e uniforme delle clausole sociali previste dalla normativa provinciale e dal protocollo territoriale per le attività di call center garantendo la tutela occupazionale, economica e normativa agli operatori impiegati anche attraverso la continuità operativa.

3) a verificare il rispetto della normativa provinciale in materia di contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, escludendo dalle gare soggetti che non vi si conformano;

4) a valutare una verifica complessiva sulle modalità di affidamento degli appalti da parte delle società partecipate, al fine di prevenire elusioni e garantire piena coerenza con le politiche pubbliche sul lavoro.

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Walter Kaswalder

Consiglio Provincia autonoma Trento (Patt)

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