(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Reintroduzione della festività di San Giuseppe. Il 19 marzo, come noto, si celebra la Festa di San Giuseppe, patrono universale della Chiesa cattolica, dei lavoratori ed artigiani, in particolare falegnami e carpentieri, protettore della famiglia, dei coniugi e dei senzatetto, patrono dei moribondi. In tale ricorrenza si celebra anche la Festa del papà, sottolineandone così l’importanza della figura all’interno della famiglia.
Per le province di Trento e Bolzano, oltre che per il Land Tirol, la Festa di San Giuseppe assume inoltre un ulteriore significato, poiché il decreto imperiale del 1772, emanato dall’imperatrice Maria Teresa, proclamò “Sanctus Josephus Tirolensis Patronus” (San Giuseppe patrono del Tirolo).
Da allora in avanti, il 19 marzo di ogni anno i paesi di tutta la provincia tirolese, al di qua ed al di là del Brennero, a nord e a sud di Salorno, esibivano con orgoglio la bandiera tirolese, mentre Trento ospitava la grande Fiera di San Giuseppe, tramandata di anno in anno fino ai nostri giorni.
Il 19 marzo era giorno festivo in tutta Italia ma la festività fu abolita, assieme ad altre, con la Legge 54/1977. Da quel momento il giorno di San Giuseppe divenne un giorno come tutti gli altri anche nelle province di Trento e Bolzano. La reintroduzione, nelle suddette province, della giornata di San Giuseppe come giornata festiva, sarebbe dunque molto auspicabile.
Non essendo possibile istituire nuove festività, in aggiunta a quelle già esistenti, si potrebbe sostituire, a Trento e a Bolzano, la festività recentemente introdotta del 4 ottobre, giorno di San Francesco, con la festività del 19 marzo.
Tutto ciò sarebbe molto utile per ravvivare il sentimento identitario e di comune appartenenza delle popolazioni, per favorire la conoscenza della loro storia comune, oltre che la reciproca conoscenza ed in definitiva, se è vero, com’è vero, che l’identità sta alla base del diritto all’Autonomia, per suffragare tale diritto.
Al fine di sottolineare la reciproca intesa e l’unità delle popolazioni del Tirolo al di qua del Brennero, l’iter politico-istituzionale dovrebbe partire dal Consiglio regionale; in subordine potrebbero essere portate avanti due azioni parallele, una per ciascun Consiglio provinciale, meglio se avallate da successiva coerente espressione del Consiglio regionale. L’approdo finale dovrebbe naturalmente essere la sede del Parlamento italiano.
Sarebbe inoltre auspicabile che, infine, il 19 marzo fosse proclamato come “Festa dell’Euroregione tirolese”, con specifica risoluzione adottata dall’Assemblea congiunta dei tre territori. Ciò costituirebbe un primo passo verso l’assunzione, da parte dell’Euregio, dell’auspicato status di ente politico ed istituzionale, ben al di là dunque di quello che attualmente, purtroppo, ancora è, cioè mero accordo tra Enti pubblici per possibili, volontari e volonterosi progetti di collaborazione transfrontaliera (di cui peraltro si annoverano decine di esempi in Europa, parecchi anche in Italia).
Risveglio Tirolese
Il Portavoce Il Presidente
dott. Paolo Monti avv. Franco Beber
