Di Luca Franceschi
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L’inchiesta avviata dalla Procura di Ravenna continua a svilupparsi e le indagini si estendono a livello nazionale. Emerge che decine di medici sparsi in tutta Italia risulterebbero coinvolti in un sistema illecito scoperto nel capoluogo romagnolo, dove venivano emessi certificati di inidoneità al trattenimento presso i Centri di permanenza per i rimpatri, al fine di impedire l’espulsione dei migranti irregolari.
La questione riveste una gravità particolare poiché non si tratta di episodi isolati, bensì di un’organizzazione strutturata di professionisti sanitari che avrebbero sistematicamente violato la normativa vigente a favore di soggetti in situazione irregolare. Accanto a una parte della magistratura, dunque, anche settori del corpo medico si schiererebbero contrapposti alle linee governative in materia di immigrazione.
È necessario, secondo quanto dichiarato dalla senatrice di Fratelli d’Italia Marta Farolfi, distinguere nettamente tra i responsabili di tali condotte illegittime e la categoria professionale nel suo complesso. La stragrande maggioranza dei medici, infatti, continua a svolgere il proprio lavoro con dedizione e integrità, operando quotidianamente per il bene della collettività. Pertanto, sebbene sia opportuno non generalizzare, rimane indispensabile fare piena chiarezza sui fatti emersi e comminare le sanzioni appropriate nei confronti di coloro che hanno commesso violazioni della legge.
