(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
“La magistratura si sta rendendo colpevolmente complice di un danno gravissimo ai danni dell’ex Ilva che, ricordo, è azienda da sempre strategica per l’Italia e non solo. Rigettando l’istanza di dissequestro, il tribunale di Taranto chiede altro tempo per accertamenti e questo è francamente incomprensibile perché i ritardi hanno un costo elevato.
Parliamo di quasi 2,5 miliardi, ad oggi, una cifra che cresce al ritmo di 4,5 milioni di euro al giorno. Costi che derivano dal pagamento della cassa integrazione e che costringono di fatto le imprese italiane del nord del Gruppo, già in difficoltà, a comprare l’acciaio necessario dall’estero con prezzi ovviamente maggiori.
Questa è una situazione inaccettabile perché si traduce in un immobilismo che costa competitività, lavoro e credibilità internazionale. Tutto ciò è ingiusto perché una giustizia che non decide ma rinvia si traduce in un danno per le imprese e che, inevitabilmente, danneggia la nostra Nazione, una magistratura che necessita perciò di una profonda revisione che auspichiamo cominci proprio dall’esito referendario di marzo”.
Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Gianpietro Maffoni, componente la Commissione Industria a Palazzo Madama.
