Di Luca Franceschi
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Secondo Paola Mancini, senatrice di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Lavoro, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini risulterebbe distratto nella sua valutazione delle misure a favore dei lavoratori contenute nel decreto legge. La parlamentare contesta in particolare le affermazioni di Landini, che aveva sostenuto l’assenza di finanziamenti per i dipendenti nel provvedimento governativo.
Mancini sottolinea come il Governo abbia effettivamente stanziato quasi due miliardi di euro nella legge di bilancio 2026 destinati al sostegno dei lavoratori. Le risorse vengono impiegate attraverso la previsione di una tassazione agevolata per i rinnovi contrattuali, per il lavoro scomodo e per i premi di risultato. Si tratta di misure che secondo la senatrice avrebbero “sfuggito” all’attenzione del leader sindacale.
L’esponente di Fratelli d’Italia evidenzia inoltre l’importanza dei bonus contributivi destinati alle imprese che assumono a tempo indeterminato giovani, donne e lavoratori nel Mezzogiorno. Tali incentivi, spiega Mancini, rappresentano strumenti concreti per la creazione di occupazione stabile, con i beneficiari diretti che coincidono proprio con i lavoratori che Landini dichiara di voler tutelare.
Mancini contesta la tesi secondo cui questi investimenti non creerebbero occupazione, appellandosi ai dati ufficiali dell’ISTAT. Dall’inizio della legislatura sono stati registrati oltre 1,2 milioni di nuovi occupati, mentre sia la disoccupazione generale che quella giovanile hanno toccato i minimi storici. Inoltre, si registra un record di occupazione femminile. Si tratta di numeri certificati da fonti statistiche ufficiali, non da semplici dichiarazioni politiche.
La senatrice conclude osservando che una visione esclusivamente ideologica della questione antepone la polemica al merito delle misure. Secondo Mancini, Landini avrebbe bisogno di una prospettiva diversa per valutare correttamente le politiche del Governo, al fine di evitare di danneggiare proprio i lavoratori che intende rappresentare con una comunicazione basata su elementi non corrispondenti alla realtà dei fatti.
