Di Luca Franceschi
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Il decreto sulle accise approvato oggi dal Consiglio dei Ministri viene definito dalla deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino come “un inutile palliativo, una misura ridicola e già superata dai fatti”.
Secondo l’esponente pentastellata, le certificazioni del Codacons dimostrano che i rincari alla pompa hanno già vanificato lo sconto previsto, con il gasolio che supera i 2,1 euro al litro in gran parte del territorio nazionale.
La critica si estende alla strategia complessiva dell’esecutivo, paragonando questo intervento al decreto bollette: “misure nate vecchie, del tutto insufficienti a frenare la crisi e che si traducono nell’ennesima beffa per i cittadini”.
Appendino contesta inoltre la narrativa governativa della “coperta corta”, definendola “una colossale bugia”. Il riferimento è alle dichiarazioni secondo cui il taglio strutturale delle accise, promesso da Giorgia Meloni durante la campagna elettorale, sarebbe irrealizzabile per i costi eccessivi.
“Il governo sostiene che il taglio strutturale sia impossibile perché costa un miliardo al mese? È l’esatta proporzione di quanto l’esecutivo continua a bruciare per le spese in riarmo”, ha dichiarato la deputata, evidenziando come le risorse esistano ma vengano destinate diversamente.
L’accusa è quella di privilegiare “l’economia di guerra” a discapito delle famiglie italiane. Mentre il ministro Giorgetti ammette che si tratta solo di una misura tampone e chiede sacrifici ai cittadini, secondo Appendino l’esecutivo “protegge le lobby e sceglie priorità folli e sbagliate”.
La conclusione dell’intervento è un appello diretto al governo: “Meno propaganda e più coraggio: gli italiani non possono pagare per le vostre promesse tradite e per una gestione palesemente incapace”.
