Di Luca Franceschi
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Secondo quanto afferma il senatore Ignazio Zullo di Fratelli d’Italia, membro della Commissione d’inchiesta sul Covid, i lavori svolti dall’organo investigativo hanno portato in superficie questioni di notevole preoccupazione che necessitano di chiarimenti urgenti e approfondimenti.
Al centro delle dichiarazioni del parlamentare vi sono interrogativi riguardanti l’utilizzo di fondi pubblici, provenienti dalle casse dello Stato italiano, che sarebbero stati indirizzati verso collaboratori e colleghi dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte tramite contratti di consulenza. Tali incarichi riguardavano specificamente l’approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale e test diagnostici, con importi che avrebbero raggiunto complessivamente almeno mezzo milione di euro.
Zullo sostiene che sia opportuno che l’ex Premier si assuma direttamente la responsabilità delle decisioni adottate durante l’esercizio del suo mandato governativo. Il senatore chiede inoltre che Conte chiarisca, eventualmente attraverso un’audizione presso la Commissione d’inchiesta, quale relazione sussista tra gli affidamenti di appalti pubblici e lo studio legale di cui egli stesso era associato.
Il senatore lamenta quello che descrive come un “muro di omertà” che dovrebbe essere abbattuto al fine di permettere ai cittadini di conoscere la verità riguardante i criteri con cui sono state erogate ingenti consulenze a soggetti vicini alla precedente amministrazione, modalità di assegnazione di appalti milionari per l’importazione di mascherine, e le eventuali disparità di trattamento nei confronti di coloro che non rientravano in tali circuiti.
In conclusione, il rappresentante di Fratelli d’Italia rivendica il diritto dei cittadini alla verità e alla giustizia in merito a tali questioni.
