Di Luca Franceschi
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Una nuova legge è entrata in vigore in Cina con norme che discriminano le minoranze etniche, colpendo in particolar modo il popolo tibetano. A denunciare questa situazione è il senatore Andrea De Priamo di Fratelli d’Italia, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica, che ha sollevato la questione direttamente in aula parlamentare.
De Priamo ha ribadito che la critica non è rivolta al popolo cinese nel suo insieme, bensì alle politiche del governo di Pechino. Le nuove norme rappresentano infatti un’azione repressiva nei confronti delle comunità minoritarie, un comportamento che il senatore ha esplicitamente condannato.
Il parlamentare ha quindi lanciato un appello affinché l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, la comunità internazionale nel suo complesso e le istituzioni democratiche mondiali mantengano un’attenzione costante su quanto accade nel paese asiatico. Secondo De Priamo, sotto il pretesto del progresso economico e dello sviluppo, il governo cinese starebbe perseguendo un’opera di distruzione delle tradizioni culturali e dell’identità delle minoranze etniche presenti nel territorio nazionale.
