Di Luca Franceschi
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Il regime nicaraguense ha deciso di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Italia, una scelta che rappresenta una posizione grave e che tuttavia non può esercitare alcun effetto intimidatorio nei confronti di uno Stato fondato sulla legalità e sul diritto. La richiesta italiana di estradizione di Alessio Casimirri, il quale è stato condannato in via definitiva per uno dei crimini più terribili perpetrati nella storia della Repubblica italiana, non costituisce in alcun modo un atto ostile. Al contrario, si tratta di un dovere che tocca tutti i livelli: morale, giuridico e istituzionale.
L’Italia ha la responsabilità imprescindibile di non rinunciare alla pretesa che coloro i quali hanno compiuto reati di natura terroristica debbano essere sottoposti al giudizio della giustizia. La memoria di Aldo Moro, degli agenti che componevano la sua scorta e di tutte le persone che hanno subito violenze dal terrorismo rappresenta un elemento che non è soggetto a negoziazione e che non può essere messo da parte in favore di considerazioni o convenienze di carattere diplomatico.
Il Ministro Antonio Tajani ha agito correttamente nel ribadire con determinazione questa istanza. È necessario che prevalga la giustizia, il principio di legalità e il rispetto delle sentenze su qualsiasi forma di protezione accordata a chi ha perpetrato attentati diretti contro le strutture democratiche dello Stato. L’Italia, su questi fondamenti, non deve fare neppure un passo indietro.
